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Visualizzazione dei post con l'etichetta Recensioni

RECENSIONE: "DIVENTARE FREDDIE MERCURY. FARROKH BULSARA E L’INVENZIONE DI UNA MASCHERA" di Danny H. Cortese, Vololibero Edizioni.

  D i biografie su Freddie Mercury ne abbiamo fin troppe. I fatti per così dire storici della sua vita privata e artistica sono ormai noti e continuare a riproporli non ha davvero più alcun senso. Ancora più inutili, ovviamente, quei testi che rimescolano nel torbido di posizioni personali e idee strampalate di cui i fans di Freddie e dei Queen non hanno davvero bisogno. Ma se invece del solito racconto didascalico o scandalistico ciò che arriva in libreria è uno studio serio e approfondito della sua arte, allora le cose cambiano , perché qualcosa di nuovo finalmente viene aggiunto al meraviglioso dipinto dedicato a questo cantante, autore di canzoni e performer senza eguali. Riuscirci è ovviamente un’impresa ardua. Freddie è sempre stato un personaggio sfuggente, una sorta di arlecchino dalle mille maschere tra le quali solamente una è quella più autentica. È lui stesso ad aver creato una sorta di gioco attraverso cui mostrarsi ma senza svelare davvero fino in fondo la propri...

RECENSIONE | QUEEN | INNUENDO

  Secondo alcuni sciamani esisterebbero delle particolari note in grado di alterare la struttura stessa della materia. Si dice, ad esempio, che le immense piramidi egizie siano state realizzate proprio sfruttando questa particolare tecnica e che gli stregoni sudamericani utilizzassero la musica per produrre stati di coscienza alterata. Oggi, in un modo molto più prosaico e terreno, la musica è impiegata come vera e propria terapia, capace di lenire il dolore e aiutare un paziente nel suo percorso di guarigione. Non so se tutto questo sia vero e se l'umanità abbia davvero smarrito una conoscenza sapienziale della musica. Ciò che so è che Innuendo mi si è dipinto addosso, come un tatuaggio dell'anima, i cui segni non procurano dolore ma solo un immenso piacere. Nel 1991 dei Queen sapevo ancora ben poco. Dopo The Miracle, Live Killer e A Night At The Opera ero ancora in una fase di “costruzione” della mia passione, quasi che dopo l'improvviso innamoramento avessi ancora bi...

RECENSIONE | PETER HINCE: QUEEN UNCOVERED. IL CASTELLO EDITORE

  L e fotografie sono dotate di una specie di magia. Guardarle significa ritrovare antiche memorie e rivivere sulla propria pelle le emozioni dei momenti cristallizzati dall’obiettivo, come se quel frammento di esistenza fosse sfuggito alla frenesia del tempo che scorre e avesse acquisito il dono della ripetizione all’infinito. È ciò che cerchiamo di ottenere ogni volta che afferriamo il nostro cellulare per immortalare quel momento che consideriamo troppo prezioso perché venga smarrito, alterato o addirittura dimenticato.

QUEEN + PAUL RODGERS: THE COSMOS ROCKS | LA RECENSIONE

C ome fan, i miei inizi con i Queen + Paul Rodgers non sono stati dei migliori. All'epoca della nascita della loro collaborazione non disponevo ancora di una connessione internet e tv e radio non erano già da tempo quei mezzi di informazione indispensabili come una volta. 

RECENSIONE | LUCA GARRO': BRIAN MAY – JUST ONE LIFE. TSUNAMI EDIZIONI

  D opo anni in cui la storia dei Queen è stata raccontata esclusivamente dal punto di vista di Freddie Mercury, una scelta certamente necessaria ma col tempo diventata fin troppo ridondante, i fans possono finalmente riscoprire la band secondo una visione differente, quella di Brian May , la cui vita artistica e personale è raccontata nella biografia Just One Life di Luca Garrò, pubblicata da Tsunami Edizioni.

MASSIMILIANO PARENTE & GIULIA BIGNAMI: VOLEVO ESSERE FREDDIE MERCURY. LA NAVE DI TESEO

  T empo fa, ma in realtà dovrei dire parecchio tempo fa, perché è un ricordo che risale a quando ero uno studente universitario fuori sede e così quel “tanto tempo fa” mi riporta in Via del Pratello che, per chi è di Bologna o ci ha vissuto significa alcool, musica fino a tardi e angoli bui sotto i portici dove lasciare le budella a fine serata. Ma ho iniziato subito a divagare pericolosamente. Quindi ricominciamo da capo. Come vi dicevo ero in Via del Pratello, ficcato a fatica in uno di quei minuscoli pub dove trascorrevo buona parte delle serate lontano dai libri di diritto. Ricordo l’atmosfera appesantita dalle sigarette (si poteva ancora fumare nei locali, roba giurassica per i più giovani di voi) e anche le lamentele del mio amico per la birra troppo calda. O forse troppo annacquata, non saprei. E, a volerla dire tutta, non sono nemmeno sicuro fosse un amico. Molto più probabile che si trattasse di un’amica, sapete com’è. Il punto comunque non è la birra schifosa e nemme...

QUEEN: LA RECENSIONE DI THE WORKS

  Non ricordo esattamente quando The Works è arrivato nella mia collezione, ma doveva essere Natale perché rammento di averlo trovato avvolto in una carta regalo colorata, di quelle che ti fanno presagire le emozioni che si celano al suo interno. Non so voi, ma io preferisco ascoltare la musica in pieno inverno, quando il calore delle note sembra spandersi attorno come cerchi concentrici che, rimbalzando sulle pareti, disegnato tutt'attorno un caleidoscopio di vibrazioni che ti spingono di qua e di là, in mille voli di fantasia. Perché la musica fa sognare, sapete? E io i primi sogni su questo album li avevo fatti prima ancora di possederlo. Quando sei adolescente a cavalli tra gli anni '80 e '90 è la radio il faro che ti guida nel mondo della musica e così, dopo essermi faticosamente conquistato il diritto di spendere un po' di lire in vecchi 33 giri, mi affidavo a quella scatola di plastica per continuare a conoscere e scoprire tutto quello che c'era da sa...

RECENSIONE | ROBERTO DE PONTI: "L'ULTIMO FREDDIE MERCURY". SPERLING & KUPFER

P er chi come me legge e colleziona libri sui Queen da oltre trent'anni, senza contare le riviste e i ritagli di giornale, una nuova biografia genera sempre sensazioni contrastanti. Da una parte c'è la felicità di poter aggiungere un nuovo pezzo alla propria raccolta, dall'altra si fanno strada i timori che sia l'ennesima operazione commerciale, buona per riempire gli scaffali e dare in pasto ai fans meno accorti la “solita storia” rielaborata alla meno peggio come certi remake cinematografici.

RECENSIONE | ROCK ICON: QUEEN. SUPPLEMENTO DI "BUSINESS PEOPLE", DUESSE COMMUNICATION

  E' disponibile in edicola (ma anche in formato digitale attraverso una app dedicata) il nuovo numero di Rock Icon , supplemento del magazine Business People edito da Duesse Communication , interamente dedicato ai Queen e, in particolare, alla figura di Freddie Mercury . Per ragioni anagrafiche sono particolarmente legato al mondo delle riviste. Tutto quello che oggi viene fruito attraverso il web (notizie, foto, curiosità, approfondimenti) una volta poteva essere trovato solo nel vasto panorama di pubblicazioni che ogni mese (talvolta anche settimanalmente) approdavano in edicola per soddisfare la curiosità di tutti gli appassionati di musica. Naturalmente molti magazine, anche quelli che andavano per la maggiore, non hanno superato la prova del tempo, soprattutto a causa dello scontro titanico con le potenzialità della rete. Ma per fortuna non mancano quelli che continuano a lottare, mantenendo in vita un modo prezioso di fare informazione, seppur costretti a barcamenarsi ...

LUCA DE GENNARO: POP LIFE 1982-1986. I CINQUE ANNI D'ORO DELLA MUSICA. RIZZOLI LIZARD

H o vissuto buona parte degli anni Ottanta attraverso i miei fratelli maggiori e la schiera di cugini che passavano ogni giorno per il nostro soggiorno, la stanza che ospitava il grande impianto stereo di mio padre. Nel 1986 avevo dieci anni e davanti agli occhi mi passavano vinili e cassette di ogni genere musicale possibile, dal rock alla fusion, dal pop italiano alla new wave. Un vero e proprio caleidoscopio sonoro sul quale ho potuto plasmare i miei gusti, ovviamente a partire dai Queen, divenuti istantaneamente la mia band preferita, l’amore che sarebbe durato nel tempo.

50+1 Motivi per amare Freddie Mercury, Silele Edizioni

A bbiamo provato tutti almeno una volta ad elencare i motivi che rendono Freddie Mercury e i Queen i più grandi. Lo abbiamo fatto quando, ancora adolescenti, collezionavamo vinili e articoli ritagliati dai giornali o magari mentre ce ne stavamo seduti a gambe incrociate sull'asfalto rovente in attesa di poter entrare in un negozio di dischi o ad un concerto.

Recensione: God Save The Queen di Irma Alleva, Edizioni Il Viandante

D evo ammetterlo, probabilmente sono la persona meno adatta a commentare un libro che racconta la storia del cantante di una cover band dei Queen. L’idea che per rendere omaggio a un artista basti indossarne i vestiti, con tanto di baffi posticci, è qualcosa che non ha mai fatto breccia nel mio cuore.

Queen: la recensione di Innuendo

S econdo alcuni sciamani esisterebbero delle particolari note in grado di alterare la struttura stessa della materia. Si dice, ad esempio, che le immense piramidi egizie siano state realizzate proprio sfruttando questa particolare tecnica e che gli stregoni sudamericani utilizzassero la musica per produrre stati di coscienza alterata.