M ito, leggenda. E ancora: capolavoro, icona, canzone del millennio. È impossibile parlare di Bohemian Rhapsody senza incedere in toni altisonanti e definizioni degne di un kolossal di Hollywood. Eppure nessuno potrebbe mai rigettare l'affermazione secondo cui il singolo dei Queen pensato e scritto da Freddie Mercury ha ridefinito i canoni estetici di un'intera era musicale, paragonabile forse a certe scoperte scientifiche i cui effetti si riverberano nel tempo, trasformando una creazione geniale in autentica opera d'arte, il cui nome è destinato a restare impresso nel grande libro della storia. Nulla è esagerato quando si parla di Bohemian Rhapsody e l'iperbole è il solo termine di paragone che ben si adatta a descrivere una canzone che non è solo un pezzo rock-operistico, ma anche un marchio, un simbolo di nobiltà di cui milioni di fans amano fregiarsi da ormai quaranta anni.