O nde gravitazionali, buchi neri, vecchie DeLorean modificate e flussi canalizzatori, H. G. Wells. Sono strani i pensieri che mi affollano la mente mentre osservo l'enorme dipinto che campeggia nell'atrio dell'Auditorium. Si intitola Cosmosi e accoglie i visitatori con un caleidoscopio di colori, stelle e pianeti che sembrano danzare all'inizio del tempo, quando tutto era ancora caos in cerca di una forma, di una compiuta definizione.