Mediocre, insignificante, banale, preda di una morbosa fissazione per il modellino di una città immaginaria che costruisce fin da bambino e nella quale immagina una vita che non c'è, proiezione ideale dell'esistenza che vorrebbe vivere. Adam, il protagonista di ROVINE è un uomo senza profondità, che vive lontano dal mondo, in attesa di una rivalsa mentre se ne sta al sicuro, riparato dietro le proprie fantasie. Un giorno, mentre la luce grigia del mattino si insinua nel suo appartamento e il boato di Londra inizia a destarsi, Adam riceve una telefonata. Dall'altra parte la voce di una donna gli annuncia che suo fratello Brandon è stato assassinato. La sua reazione è distaccata, pragmatica. I due non hanno contatti da diverso tempo e non c'è più nulla che li leghi, se non la somiglianza genetica che caratterizza i gemelli monozigoti. Allora tutto potrebbe continuare come sempre. Dopotutto ad Adam viene chiesto solamente di recarsi a Scotland Yard per rispondere a ...