E ra il 5 Aprile del 1994 e sul mondo della musica calava l’ennesima, tragica ombra. Kurt Cobain, voce dei Nirvana ma anche di un’intera generazione, moriva nella sua casa di Seattle. Accanto al corpo, ritrovato solo tre giorni dopo, il fucile con il quale Kurt aveva scelto di porre fine alla sua esistenza e una lunga lettera, indirizzata a Boddah, non una persona reale ma il suo amico immaginario, forse perfetta rappresentazione per lo stesso Kurt di quella realtà interiore con la quale ha combattuto per tutta la vita, anche attraverso la musica. Il testo è profondo, lacerante e racconta dell’incapacità di questo giovane essere umano di cogliere nella propria esistenza quella felicità negata dalle circostanze, dalle scelte sbagliate, da chi gli stava attorno. O, più semplicemente, impossibile in virtù di un destino nato storto, avverso. In uno dei passaggi più importanti della sua lettera di addio, Kurt cita esplicitamente il nostro Freddie Mercury (uno dei suoi al...