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QUEEN LIVE IN BUDAPEST: PRESTO LA NUOVA EDIZIONE RESTAURATA

 


I concerti non sono tutti uguali. Alcuni diventano momenti significati, non solo per la Storia della musica. Accade quando un evento travalica la sfera dello spettacolo in senso stretto e si trasforma in uno snodo cruciale destinato ad essere ricordato per sempre.

Il 27 luglio 1986 è sicuramente una di quelle date che meritano di essere ricordate. I Queen scrissero una delle pagine più memorabili della loro carriera e politicamente significative portando il Magic Tour al Népstadion di Budapest, in Ungheria.

Non si trattò di un semplice concerto, ma di un evento storico senza precedenti: i Queen furono uno dei pochissimi gruppi rock occidentali di prima grandezza a superare la Cortina di Ferro per esibirsi in uno stadio del blocco comunista prima della caduta del muro di Berlino.

Spesso si racconta che i Queen furono i primi a riuscirci, una sorta di leggenda sfruttata negli anni a fini promozionali soprattutto dalla loro casa discografica In realtà il loro primato consistette nell’esibirsi in uno show su larga scala, destinato al grande pubblico che si radunò al Népstadion di Budapest per assistere ad un evento che oltre la Cortina di Ferro nessuno aveva mai visto prima e che nessuno era mai riuscito ad organizzare ad un livello così alto e impegnativo.

Organizzare uno show di tali proporzioni nell'Europa dell'Est nel 1986 non era impresa da poco. Richiese anzitutto uno sforzo diplomatico importante ed economicamente impegnativo, di fatto un investimento in perdita ma che ripagò la band in termini di visibilità e notorietà a livello globale, oltre che storico. Artefice dell’impresa fu soprattutto Jim Beach. Il manager negoziò direttamente con il governo ungherese, riuscendo a superare i limiti politici e le diversità culturali che all’epoca rappresentavano una vera e propria sfida.

Raccontano le cronache che i problemi da superare furono molteplici, a partire dalle difficoltà finanziarie e logistiche. Gli alti costi produttivi di un concerto di quella portata rischiavano di rendere il concerto inaccessibile per i giovani ungheresi, così come il trasporto delle enormi attrezzatura rischiava di scontrarsi con le inadeguatezze locali e i rigidi controlli doganali.

La soluzione fu trovata grazie ad un abile compromesso. In cambio dei necessari permessi e di un contributo economico da parte dello Stato ungherese, i Queen concessero i diritti per filmare l'intero evento. La produzione fu così affidata alla Mafilm, la casa di produzione cinematografica che faceva direttamente capo al Governo. Per l’occasione vennero coinvolti tecnici ungheresi più competenti e furono adoperate tutte le telecamere a 35mm disponibili nel Paese, il che garantì delle riprese di alta qualità all’epoca inimmaginabili in un paese dell’Europa dell’Est.

Il risultato fu la testimonianza in vhs Queen Live In Budapest, successivamente soppiantata dalla versione in dvd/bluray Hungarian Rhapsody. Ma anche quest’ultima è destinata a cedere il passo ad una nuova edizione, annunciata da Brian May per la prossima estate e che vedrà i Queen e la Sony (che oggi detiene tutti i diritti della band) collaborare con il team tecnico di Peter Jackson.

Potremo così rivivere in un nuovo formato di altissima qualità e corredato da immagini inedite quella notte straordinaria del 27 luglio del 1986 quando lo "Stadio del Popolo" di Budapest, gremito in ogni ordine di posto, accolse i Queen con un’ovazione di ben ottantamila spettatori, felici di poter finalmente vivere un’esperienza fino a quel momento solo immaginata.

Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon salirono sul palco intenzionati a dare il meglio di sé e ci riuscirono grazie ad una performance impeccabile, piena di energia positiva, grazie anche alla scaletta del Magic Tour con cui la band portava in scena letteralmente la propria storia musicale, da Seven Seas Of Rhye ai recenti successi ottenuti con l’album A Kind Of Magic.

Su tutto va sicuramente ricordato il momento in cui, durante il consueto set acustico, Freddie Mercury e Brian May regalarono al pubblico la loro versione per voce e chitarra di Tavaszi Szél Vizet Áraszt, scatenando la reazione entusiasta del pubblico, che a quel punto si sentì letteralmente innamorato dei Queen e del loro modo di creare una connessione diretta e sincera con i propri fans.

Cosa resta oggi del concerto dei Queen a Budapest? Il retaggio storico e artistico è rimasto intatto. Oltre ad essere uno dei live più amati dai fans (per molti è nettamente superiore a quello di Wembley), lo show è anche la prova di come la musica sia in grado di travalicare i limiti imposti dalla politica e dalle differenze sociali, culturali ed economiche. Considerato l’anno in cui si svolse, appena tre prima della caduta del Muro di Berlino, potremmo dire che i Queen a Budapest diedero la prima spallata ad un sistema di valori ormai incapace di reggere alla pressione del mondo libero che premeva ai confini. Per una volta non uno scontro tra civiltà, ma una fusione tra due mondi magari differenti ma accomunati dalla passione per la musica.

Come sarà la nuova versione del concerto? Come detto, l’evento venne filmano su pellicola 35mm, un aspetto tecnico fondamentale perché la pellicola analogica ad alta risoluzione contiene una quantità di dettagli che le tecnologie moderne potranno esaltare ad un livello mai visto prima.

In una recente intervista risalente allo scorso Marzo, Brian May ha dichiarato che la qualità cinematografica del nuovo restauro sarà dieci volte superiore a quella ammirata in occasione della riedizione in IMAX e 4K di Queen Rock Montreal, che pure aveva impressionato per la qualità audio e video. Ma il coinvolgimento della WingNut Films/Park Road Post, ovvero lo stesso gruppo di lavoro che ha affiancato il regista Peter Jackson per il restauro del documentario sui Beatles Get Back e che ha lavorato sulla saga de Il Signore Degli Anelli e Lo Hobbit rende lecito aspettarsi qualcosa che potrà andare al di là di ogni aspettativa.

“Vedrete i Queen come esseri umani, oltre che come musicisti sul palco”, ha spiegato Brian May, il che significa che oltre al concerto ci saranno anche immagini fuori dal palco registrate durante la visita a Budapest della band. Non dovrebbero quindi mancare contenuti del tutto inediti.

L’uscita di questa nuova edizione è annunciata per l’ormai imminente estate, probabilmente prima al cinema e poi in una release dedicata su supporto fisico o in streaming. Come sempre su QUEEN FOREVER BLOG troverete aggiornamenti costanti anche su questa notizia.

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