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Intervista a Brian May sull'Huffington Post del 27 Novembre 2014


Il cuore di Brian May è piena di musica ritrovata dei Queen grazie all'album Forever, una vetrina di vecchi brani della band nella loro forma intima più grezza tra le quali, si scopre, c'è una canzone che significa anche più delle altre, il brano inedito Let Me In Your Heart Again:


"Mi piace perché è così vera. E' stata così vicina dall'essere completata nel 1980, ma non ci siamo arrivati a ultimarla. Quando all'inizio di quest'anno abbiamo messo assieme le vecchie multitracce fatte sulle macchine analogiche, mi hanno subito colpito l'energia e la freschezza delle registrazioni nelle quali suonavamo tutti e quattro assieme in modo molto unito, anche se la canzone era ancora in fase di sviluppo.”

Brian May è felicissimo che una vecchia traccia dei Queen sia finalmente disponibile anche per i fans:

"A causa di dubbi sulla chiave e la struttura del pezzo, avevamo deciso di metterlo da parte. Tuttavia col isenno di poi siamo stati in grado di risolvere questi problemi e oggi la canzone è venuta fuori come per magia. La canzone l'ho scritta io, ma naturalmente ciò che va ricordato è che è Freddie a cantarla con una performance eccezionale e così oggi sono molto felice di sapere che tutto questo è ora là fuori per essere goduto dal nostro pubblico.”



Se il cuore di Brian è pieno, la sua mente lo è altrettanto di un'altra delle sue passioni, la fotografia stereoscopica e in particolare questa settimana le Diableries, una serie di cards realizzate a metà Ottocento in Francia e che il chitarrista ha presentato ufficialmente a Parigi assieme ai co-autori Denis Pellerin e Paula Fleming. Durante la sua visita parigina, Brian ha anche trovato il tempo di rendere omaggio allo scultore Adolphe Hennetier, uno dei personaggi fondamentali che resero celebri le immagini stereoscopiche. Per farlo Brian si è recato presso il cimitero di Bellaville dove dimorano le spoglie dell'artista:

"Eccoci qui, autori del primo libro definitivo sul fenomeno delle Diableries, in visita presso il cimitero di Belleville a Parigi oggi, per rendere omaggio a uno dei due creatori di queste meravigliose carte stereoscopiche del 1860, Lo scultore Adolphe Hennetier."

Questa passione non è un fenomeno di breve durata per Brian e i suoi compagni di viaggio, assieme ai quali ha raccolto per anni le rarissime stereocards, raccogliendo al contempo ogni informazione possibile per poter poi scrivere il libro. Quest'ultimo è andato molto bene negli Stati Uniti e nel Regno Unito, e ora è giunto il momento di farne una versione francese, una sorta di ritorno a casa delle Diableries. I tre autori hanno lanciato il libro martedì scorso presso l'Hotel de Sully a Parigi e, una location non casuale.

In questo palazzo infatti sono stati recentementi riscoperti una serie unica di negativi originali realizzati proprio per creare le Diableries nel 19° secolo, dopo aver trascorso molti anni rinchiusi in una cantina, dimenticati dal mondo. Che cosa deve aver pensato Brian quando ha saputo di questa scoperta? Probabilmemte si sarà detto che deve essere stata una....specie di magia!



@Last_Horizon

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