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Queen+Adam Lambert live at iHeart Radio Music Festival, Las Vegas

Si è conclusa pochi istanti fa l'esibizione e mentre il pubblico applaude la più grande band di tutti i tempi, ecco la setlist della serata:

Bohemian Rhapsody
Another One Bites The Dust
Crazy Little Thing Called Love
Who Wants To Live Forever
Somebody To Love (with Fun)
Fat Bottomed Girls (with Fun)
Dragon Attack
Bohemian Rhapsody (reprise)
We Will Rock You
We Are The Champions

***
Raccontare un'esibizione dei Queen è sempre un piacere e a scriverla non è mai l'adulto ma il tredicenne che tutte le volte riemerge dal profondo con tutto il carico di entusiasmo che si porta dietro da quando ha acquistato il suo primo disco. Ed è proprio con quello spirito che stamattina ho acceso il pc in cerca di un live streaming con cui gustare in diretta lo show dell' iHeart Radio Festival, unito ancora una volta a tantissimi fans e non pochi amici, gli stessi che adesso stanno leggendo queste parole, nelle quali mi auguro possano ritrovarsi.

Diciamolo subito: sono un'amante degli intro, ovvero di quei momenti in cui l'attesa sale fino ad esplodere con la prima onda sonora che segna l'ingresso della band sul palco. Credo sia impossibile restare indifferenti ai classici tuoni che hanno accompagnato tanti concerti dei Queen, o a cose come One Vision e Flash. Stavolta però è mancato questo primo passo, sostituito dal semplice annuncio del presentatore e alcuni (troppi) secondi di attesa prima dell'inizio, un po' a sorpresa, di Bohemian Rhapsody. Avrei preferito qualcosa di diverso, ma ciò nonostante sono pronto a farmi abbracciare dal capolavoro, mescolata in un medley con Another One Bites The Dust e Crazy Little Thing Called Love. Un terzetto di successi planetari, in cui Adam Lambert rivela una presenza scenica e una qualità vocale davvero eccezionale, in perfetta sintonia con ciò che ti aspetteresti da un concerto dei Queen. Rispetto ad altre occasioni, Adam è elegante (anche nell'abbigliamento, e questa è una notizia nella notizia!), preciso e misurato e per certi versi ha rubato la scena ai Queen, cosa non facile, anzi impossibile. Qualcuno mi ha anche detto che si è dimostrato “troppo” a suo agio per non andare avanti. E chissà che non succeda davvero.

Come vi avevo raccontato nei giorni scorsi, gli ospiti della serata sono stati i Fun, saliti sul palco per eseguire Somebody To Love e Fat Bottomed Girls. Credo fosse una collaborazione evitabile, anche se perfetta nell'ottica di voler raggiungere un pubblico più giovane. Ma Matt, il cantante del gruppo americano, non credo abbia saputo dosare l'inevitabile dose di emozione e qualche stonatura di troppo è arrivata. Del resto ha dovuto sostenere un doppio confronto micidiale: quello con Adam e soprattutto con Freddie, che in Somebody To Love ha sempre dato il meglio di sé. Su questo brano voglio poi ribadire che adoro assolutamente la nuova versione del finale, in stile Spread Your Wings BBC Session. Credo sia stata una invenzione di Roger per i QueenExtravaganza e funziona maledettamente bene.

Una bella sorpresa è stata la scelta di inserire in scaletta due brani un po' meno tipici di uno show destinato ad un pubblico eterogeneo: Who Wants To Live Forever e Dragon Attack. Entrambe sono state efficaci ed hanno avuto il merito di far apparire l'esibizione come un vero e proprio mini concerto dei Queen destinato ai fans della band. Il finale, ovviamente, è stato dei più classici con la solita accoppiata We Will Rock You/We Are The Champions, sulle quali è davvero impossibile dire più alcunché.

Brian mi è parso davvero in gran forma e ha sfoggiato un sound eccezionale, oltre che ben tre chitarre differenti: oltre alla Red Special, ha imbracciato anche una versione all black per Fat Bottomed Girls e l'acustica su Crazy. Come sempre potente il buon Roger, coadiuvato dal figlio Rufus ormai membro stabile della band in formato live. Ammirare Roger dietro il suo strumento è sempre qualcosa che mi emoziona fino a farmi saltare sulla sedia.

Non amo fare classifiche né dare voti, ma se proprio devo esprimermi credo che questa esibizione possa meritare un 8/10, cui va aggiunta la speranza che possa essere solo il primo passo. Non so voi ma io mi aspetto qualcos'altro, sia in America che qui in Europa. Troppo bravi e convincenti perché possano fermarsi e perdere l'occasione di portare in giro uno show che funziona così bene e che ha il merito di riportare alla ribalta i Queen anni '70. Il fatto è che con Paul Rodgers (tanto per citare la collaborazione più importante fatta negli ultimi anni), la band era stata costretta a snaturare parecchio il proprio stile, tanto da lasciare in primo piano più lo stile dell'ex Free che non i tratti caratteristici dei Queen. È qualcosa che è stato evidente non solo nei due tour ma anche in The Cosmos Rocks. Con Adam, al contrario, Brian e Roger hanno l'opportunità di essere se stessi, di fare cioè i Queen in modo più pieno e convincente. Il risultato è un gran divertimento per tutti, anche per loro che manifestano l'autentica gioia di stare su quel palco.

A ben pensarci, ciò che forse manca davvero a questo punto è una manciata di canzoni nuove. E non mi riferisco solo a quelle che non suonano da tempo o che non hanno mai eseguito dal vivo. Intendo qualcosa di mai sentito prima. Esagero? E quale fan riesce a trattenersi?

Voglio concludere proprio parlando dei fans: tra il generale entusiasmo che ho potuto percepire in rete, sono emersi anche alcuni giudizi poco lusinghieri nei confronti dei Queen. Ho letto di “band ormai morta” e di presunti appassionati che preferiscono il Brian acustico dell'estate appena passata rispetto al rock visto stamattina a Las Vegas. Lungi da me voler imporre il mio pensiero, tuttavia non posso davvero esimermi dal dire la mia. Ritengo che chi ha il coraggio, direi l'impudenza, di pubblicare simili commenti non è un vero fan dei Queen e ha capito davvero poco sia della loro musica che di ciò che Brian e Roger vogliono fare. Mettere a confronto il Born Free Tour con le esibizioni dei Queen è profondamente scorretto e irrispettoso nei confronti dello stesso Brian May, che mai ha voluto mettere assieme due progetti così diversi e lontani tra loro. L'aspetto più grave di simili affermazioni non è tanto il contenuto in sé (condivisibile o meno a seconda delle proprie sensibilità e gusti), quanto il fatto che tradiscono – per l'ennesima volta – il becero tentativo in atto ormai da qualche tempo di ingraziarsi il Doc!

Ebbene si: dovete sapere che esiste una schiera di “fans” (capirete che l'uso delle virgolette è davvero necessario) convinta di essere in qualche modo nelle grazie di Brian May, magari solo perché hanno ricevuto qualche mail, una stretta di mano o magari perché possono sfoggiare in rete una foto con il chitarrista. Il risultato è un costante precipitare nel delirio che credo induca molti di questi personaggi da operetta (così, ne sono certo, li definirebbe il buon Freddie) a scorrere ogni mattina i booklet dei cd (rigorosamente solo i Greatest Hits, non sapendo che i Queen di album ne hanno fatti ben 15!) nella speranza di scorgevi il proprio nome nei ringraziamenti. Che dire a chi considera i Queen morti a vantaggio di una chitarra acustica suonata (splendidamente, per carità) nelle notti d'estate in attesa del ritorno della Fenice? Una volta qualcuno ha detto “una risata vi seppellirà”. Allora faccio mio questo antico e saggio adagio e vi rispondo così: AH AH AH!!!

@Last_Horizon

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