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A Settembre il ritorno dei Queen+Adam Lambert.

La prima volta che ho visto esibirsi su un palco i Queen con Adam Lambert era il 2011, mi trovavo in soggiorno e per un attimo ho pensato di spegnere la tv. Poi sono andato avanti, ho seguito la performance fino alla fine e mi sono detto: ok, hanno toccato il fondo. Le ragioni di un giudizio così forte le ho poi raccontate in rete e in parte credo riflettano ciò che ancora adesso molti fans pensano di questa collaborazione. Io invece ho cambiato idea e il merito è, come sempre accade in questi casi, l'emozione che la musica sa dare. L'estate scorsa ho avuto la possibilità di seguire tutte le date del mini tour dei Queen+Adam Lambert attraverso un superbo streaming messo in piedi da un fan rimasto per me anonimo ma che non smetterò mai di ringraziare. Ricordo con immenso piacere le serate passate davanti al pc, lottando con una connessione ballerina e scambiando opinioni con gli amici in rete. Soprattutto mi è rimasta dentro l'emozione positiva di vedere ancora una volta i Queen dal vivo, con l'aggiunta di un Lambert ben diverso da quello visto sul palco degli Mtv EMA Awards.


Il primo e forse più importante elemento che ha determinato il mio cambio di opinione è stata la scaletta, finalmente capace di rendere il giusto omaggio a quegli anni '70 musicalmente così amati da noi fans. Il tutto sottolineato da un palco e un impianto luci che ricordavano proprio quelli dell'era Live Killers. Adam ha saputo fare il suo, compatibilmente con l'impossibilità di interpretare un repertorio vario come quello dei Queen. Ma se proprio dobbiamo lanciarci nel gioco dei confronti allora è giusto dire che questo ragazzo è ben più adeguato di Paul Rodgers in questo compito. E Rodgers è, a scanso di equivoci, un mostro sacro, una leggenda che solo l'Italia non ha saputo riconoscere alla prima occhiata.

Di quella manciata di date estive è rimasta l'emozione dicevo, dettata dall'amore sconfinato che un fan come me prova ogni volta che rivede Brian May e Roger Taylor suonare assieme. I Queen sono loro due. Questo è quanto. E non è una forma di accettazione o, peggio, di adeguamento forzato. E' al contrario una certezza meditata che semplicemente coincide con ciò che pensano loro stessi: “Quando siamo insieme su un palco torniamo ad essere i Queen. Pur essendo una cosa totalmente differente rispetto al passato”. Ecco, forse la chiave di lettura più sincera è proprio questa: vivere i Queen di oggi come qualcosa di diverso rispetto al passato, eppure di intimamente connesso con esso. Del resto lo scorrere del tempo cambia tutto, anche noi stessi. E allora perchè non dovrebbe essere lo stesso con un gruppo, anzi un duo musicale che vuol continuare a fare ciò che gli riesce meglio?


Settembre sarà quindi l'occasione per vivere tutto questo e forse molto altro ancora. C'è chi dice che l'esibizione all'iHeart Music Festival di Las Vegas possa anche essere il momento giusto per far ascoltare quel qualcosa di nuovo e inedito annunciato ormai quasi in via ufficiale. Io spero che sia il primo passo per un altro mini tour che porti ancora in giro la musica dei Queen. Perché alla fine la musica è l'unica cosa che conta davvero.

@Last_Horizon

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