Se hai qualcosa da festeggiare, allora festeggia! Un bilancio (amaro) di questo 2021

Quello che state per leggere è solo un commento personale. O forse si tratta dello sfogo di un fan che non ha ben capito cosa sia successo in questo 2021, che doveva essere memorabile e che invece si è rivelato (almeno in parte) assai deludente.

Andiamo subito al sodo della questione. Quest’anno i Queen festeggiavano i 50 anni dalla loro nascita, fatta coincidere con il momento in cui la formazione ha trovato il suo quarto elemento definitivo, Deacon John on bass guitar, ovviamente!

Il fatto che nonostante tutto i Queen siano ancora oggi una band viva e vitale, capace di andare in tour, riempire le arene, fare sold-out e raggiungere le vette delle classifiche, la dice lunga sull’importanza di un anniversario che, peraltro, in pochi riescono a raggiungere, a meno che non siano i Rolling Stones. Ma in quel caso parliamo di patti col diavolo, immortalità e riti voodoo…

Insomma, 50 anni di carriera sono un evento da festeggiare, soprattutto assieme ai fans più devoti che in quelle cinque decadi vedono con un certo orgoglio anche il proprio contributo, fatto di passione, acquisti, lunghe code ai tornelli e tutto quel bagaglio di “follie” che giustificano quel particolare senso di appartenenza che si prova quando si seguono “vita, morte e miracoli” di un artista.

Senza voler andare troppo indietro nel tempo, dieci anni fa la festa non fu poi così male. Complice un nuovo contratto discografico, gli album della band furono riportati in commercio con una nuova confezione e materiale aggiuntivo (non eccezionale, magari, ma accontentiamoci) accompagnati da una triplice raccolta (Deep Cuts 1, 2 e 3) e altre iniziative varie a sottolineare il passaggio epocale.

Era legittimo aspettarsi che anche per i 50 anni venisse fatto qualcosa di ancora più significativo, a partire da un logo dedicato che invece non c’è stato. E visto che viviamo nell’era dell’immagine persistente, adesso sappiamo che in futuro non ci sarà alcun riferimento grafico ai 50 anni dalla fondazione dei Queen. Non una bella mossa a parer mio.

Considerato che solitamente agli artisti non piace festeggiare i propri genetliaci (Brian ha dichiarato, più o meno, che “preferiamo festeggiare il fatto di essere vivi, piuttosto che di essere vecchi, mentre Roger ha messo in pratica la cosa andando in tour con un nuovo album), c’era comunque da confidare che la Universal, spinta dal desiderio di rendere felici i fans (ovvero monetizzare il catalogo sul quale detiene i diritti, che vi credevate?) proponesse qualcosa di interessante.

Qualche esempio? Un Best Of che a casa Queen si chiamano per forza di cose Greatest Hits (si l’ennesimo) ma almeno proposto in una confezione innovativa ed elegante, magari per una volta in versione live, giusto per mettere assieme qualcosa di già sentito ma in una chiave diversa. Oppure una raccolta rivista e corretta dei video, soprattutto quelli tratti da Innuendo e Made In Heaven, spariti dai radar da un quarto e più di secolo. Di esempi se ne potrebbero fare a bizzeffe, basta dare un’occhiata a quello che viene fatto da e per altri artisti (ma in questo caso procuratevi un alka-seltzer per l’inevitabile acidità di stomaco prodotta dall’invidia).

Invece abbiamo avuto: il libro (questo almeno bellissimo) Gli Storici Scatti di Neal Preston, che è sembrato un lauto antipasto e che invece si è rivelato essere una portata unica. E poi: l’apertura di un negozio sulla falsariga di quanto fatto all’epoca del biopic, di fatto irraggiungibile per i fans extra UK e foriero di un altro mal di pancia per tutti coloro che hanno tentato di fare acquisti online (cari amici di QOL: rivedete al più presto la vostra politica in fatto di vendita di vinili limitati e autografati!).

Finito, stop, nisba, the end.

È vero, ci sono state anche cose interessanti (i 50 mini documentari su YouTube chiamati Queen The Greatest) se non addirittura fantastiche, penso soprattutto ad Outsider di Roger Taylor e il conseguente tour che ci ha restituito un artista in grande spolvero. E poi Back To The Light Deluxe di Brian May, comunque destinato principalmente a chi conosceva poco la carriera extra Queen del chitarrista.

Di nuovo: finito, stop, nisba, the end. Davvero troppo poco per un’occasione così importante e unica, considerato che ai 100 anni di attività potranno arrivarci a quanto pare solo Jagger e soci (ne resterà soltanto una di band sul palco e saranno loro, potete giurarci!).

Si dice (perché nel mondo dei Queen si parla, si ragiona, si ipotizza, si annuncia, si smentisce e si spera) che nel 2022 le cose dovrebbero essere diverse e che “nice things” sarebbero già in cantiere, a partire dalla nuova edizione della Biografia Ufficiale e il tanto atteso “I Want It All” di Greg Brooks, oltre al Rhapsody Tour e molto probabilmente all’edizione deluxe di Another World.

In maniera più specifica per l’Italia, Covid permettendo, avremo i Queen + Adam Lambert (con due date), più i tre concerti dei QueenExtravaganza e il ritorno del musical We Will Rock You.

Chiaramente, tu che stai leggendo questo articolo hai sulla punta della lingua la fatidica domanda: ma nel 2022 esce il famigerato The Miracle Boxset? Famigerato perché Jim Beach (come stai Miami?) lo aveva dato praticamente per certo un paio di anni fa, salvo poi sparire pure lui dai radar, come del resto capita quando si è in attesa di un miracolo!

Per quel che ne sappiamo, il cofanetto sarebbe praticamente fatto e finito e si attenderebbe solo il doppio ok della Queen Productions e della Universal. Ma siamo nell’ambito delle ipotesi che, se troppo stiracchiate, rischiano di diventare solo splendidi sogni ad occhi aperti.

In ogni caso, qualunque cosa accadrà nei prossimi mesi, resterà l’amarezza per un anniversario senza festeggiamenti, svuotato di ogni emozione.

Un peccato. Un vero peccato, anche se un domani ci spiegheranno il perché di una scelta così al ribasso. non giustificabile nemmeno con l’attuale situazione che, pur fortemente limitata dall’emergenza sanitaria e dai tanti problemi economici, avrebbe comunque consentito l’uscita di qualcosa di speciale, una pietra miliare con cui segnare il passo, prima di ripartire a raccontare una storia che resta memorabile. Soprattutto per noi che dei Queen siamo profondamente innamorati.

BUON ANNO A TUTTI!