Passa ai contenuti principali

Under Pressure: una storia di campionamenti, plagi e diritti condivisi




Quante volte vi capita di ascoltare una canzone e di scoprire al suo interno un frammento di un altro brano? Quasi sempre si tratta di omaggi o magari di tentativi più o meno riusciti di cavalcare il successo di una canzone famosa. Succede soprattutto in ambito hip hop e rap, dove l’uso di dischi altrui fa letteralmente parte di quel mondo.


Mi vengono in mente un paio di esempi che vedono coinvolti i Led Zeppelin e i Police. In entrambi i casi autore del connubio (o dell’azzardo, se preferite) Puff Daddy, al secolo Sean Combs. Ma di canzoni che ne usano altre ne esistono davvero un’infinità, con risultati spesso scadenti ma qualche volta anche particolarmente azzeccati, come il caso degli Aerosmith e della loro Walk This Way rielaborata dai Run DMC.

E poi c’è un caso che noi fans dei Queen conosciamo bene, ovvero il giro di basso di Under Pressure finito nel 1990 per diventare il tema portante di Ice Ice Baby di Vanilla Ice. Il campionamento è talmente palese che basta ascoltare il brano per rendersene conto.



Eppure Vanilla Ice (nome d’arte del rapper americano Robert Matthew Van Winkle) ha avuto l’ardire di lanciarsi nel corso degli anni in una serie di dichiarazioni a dir poco surreali. Il sito A Queen Of Magic da cui ho tratto i dettagli di questa storia ne riporta un paio:

“Il giro di basso è diverso”. Con queste parole Vanilla Ice negli anni ’90 tentava di liquidare la faccenda. A suo avviso il basso campionato in Ice Ice Baby è diverso da quello di John Deacon. Può starci. Talvolta le somiglianze sono così incredibili che è facile gridare al plagio o all’uso improprio anche laddove c’è solamente una grossa “coincidenza”.

Successivamente però, ovvero nel 2017, tornato sull’argomento (probabilmente l’unica fonte di notorietà per Vanilla Ice), il rapper americano ha ritrattato la prima versione e, anzi, ha rincarato la dose affermando che:

"Ho finito per comprare la canzone. Sono andato da Brian May e l’ho comprata, quindi la canzone è mia. Così come Michael Jackson possedeva le canzoni dei Beatles. Era più economico così piuttosto che andare in causa. Quindi Under Pressure e Ice Ice Baby sono le mie canzoni .”

Un bel colpo di scena, non è vero?

Eppure anche in questo caso Vanilla Ice ha ceduto alla tentazione di andare un po’ (troppo) oltre la verità, campionando per così dire anche l’accordo che in effetti ha raggiunto con i Queen e la Tintoretto, la società che gestisce i diritti delle canzoni di David Bowie, dopo che gli fu recapitata una denuncia formale per plagio. 

Come riferisce Ultimate Classic Rock, infatti, un rappresentante non meglio specificato della band ha chiarito la vicenda:

“E’ stato raggiunto un accordo con Vanilla Ice con il quale sono stati condivisi i diritti di pubblicazione della canzone.”

In altri termini, i guadagni di Ice Ice Baby vengono equamente distribuiti tra Vanilla Ice, i Queen e Bowie, accreditati come autori del brano, con buona pace del rapper che ha tentato di fare suo uno dei massimi capolavori della storia della musica. La cosa interessante e, per certi versi, paradossale è che per evitare di finire in giudizio, si è preferito legare il proprio nome ad una canzone più che dimenticabile, entrata però nella storia della musica più per questioni legate al diritto d'autore che non ai meriti artistici della stessa.

Ma naturalmente a noi non resta che continuare a godere del capolavoro, quello vero, registrato dai Queen e David Bowie a Montreux, dopo una serata di bagordi in cui quel leggendario giro di basso rischiò addirittura di essere dimenticato!








Post popolari in questo blog

I Queen a Sanremo nel 1984 e il mito della ribellione al playback

S iamo entrati nella settimana del Festival di Sanremo. L'evento canoro nazional-popolare che più di tutti è entrato nell'immaginario collettivo. Quest'anno sarà la 70esima volta che il Festival prova a raccontare la musica italiana contemporanea, ma per noi fan dei Queen è soprattutto l'occasione per ricordare una delle più famigerate esibizioni della band, un episodio attorno al quale è stata costruita nel tempo una narrazione spesso inesatta.

I Want To Break Free: l’inno più incompreso dei Queen

S trano a dirsi, ma ci sono canzoni che pur palesando il proprio significato (o quello che il suo autore ha voluto attribuirvi) finiscono per l’essere fraintese. È il caso di I Want To Break Free , pubblicata dai Queen come singolo estratto dall’album The Works, il 2 Aprile nel 1984.

Intervista a Jer Bulsara, la mamma di Freddie Mercury, per il Telegraph dell'8 Settembre 2012

L a madre di Freddie Mercury sta guardando la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra, quando l’immagine del suo adorato figlio improvvisamente appare sullo schermo gigante presente allo stadio. “Non ho potuto fare a meno di gridare: Oh, mio caro ragazzo, dove sei? Mi manchi così tanto“ . Poi sul volto di Jer si dipinge un sorriso impertinente: “Hanno fatto vedere anche delle immagini di John Lennon, ma per il mio Freddie l'applauso è stato molto più forte” . E' con queste parole che la mamma di Freddie esordisce nell'intervista esclusiva che ha concesso al Telegraph all'indomani della chiusura delle Olimpiadi del 2012, la cui cerimonia ufficiale ha visto alternarsi su palco grandissimo nomi della musica, compresi Brian May e Roger Taylor nella performance più bella e toccante, con il pubblico rapito dai vocalizzi di Freddie del leggendario concerto di Wembley '86. Freddie, il cui vero nome era Farrokh Bulsara, è morto nel 1991 per le complicazioni dov...