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Il Ritratto del Morto, di Daniele Oberto Marrama, Intra Edizioni

 

Sfogliando le pagine della raccolta intitolata IL RITRATTO DEL MORTO, pubblicata da INTRA EDIZIONI, si ha quasi la sensazione di avvertire un sentore di legna che arde nel caminetto, mentre fuori imperversano pioggia e vento e negli angolo più bui misteriose ombre si agitano, avvolgendo il lettore in un'atmosfera tesa e ricca di suggestioni.

Accade grazie alla scrittura di DANIELE OBERTO MARRAMA, eccentrico e poliedrico avvocato di origini napoletane vissuto tra la fine del 1800 e gli inizi del ‘900, un'epoca che vide l’affermazione di una nuova forma letteraria, quella che attingeva a piene mani dalle tradizioni del fantastico e da un rinnovato interesse per lo spiritismo e per tutti i fenomeni che oggi definiremmo paranormali.

INTRA EDIZIONI propone un ricchissimo catalogo di autentiche meraviglie, testi letteralmente strappati dagli scaffali più polverosi ai quali dona nuova e meritata vita attraverso una serie di pubblicazioni di cui IL RITRATTO DEL MORTO è certamente un fulgido esempio di quanto ancora possano offrire in termini di qualità e divertimento autori poco conosciuti e ingiustamente sottovalutati.

Marrama, che ai più sarà sconosciuto (ma si spera ancora per poco anche grazie a Intra Edizioni) ebbe strettissimi legami con Matilde Serao (a sua volta scrittrice e prima donna ad aver fondato un giornale) con la quale condivise numerose iniziative tra cui anche la nascita del quotidiano Il Mattino e della rivista letteraria La Settimana.

Avvocato di professione e giornalista, Marrama dedicò la propria penna anche alla scrittura di racconti sul tema del sovrannaturale, cogliendo la sfida lanciata da altri autori suoi contemporanei, nomi del calibro di Dickens, Henry James, Wells, Hoffmann, Polidori, Montague Rhode James, con i quali Marrama non condivide solo il gusto per il mistero ma anche un talento narrativo non comune.

IL RITRATTO DEL MORTO è uno splendido compendio di temi e atmosfere tipici del filone del fantastico, un vero e proprio campionario di storie di fantasmi, vampiri e sortilegi da leggere quando il cielo si fa più cupo e la quiete domestica diventa il rifugio ideale nel quale vivere brividi innocenti ma non per questo meno emozionanti.

Sebbene quella contemporanea sia la società dell'immagine, nella quale ogni emozione sembra dover essere necessariamente veicolata attraverso uno schermo, concedere (e concedersi) una lettura come IL RITRATTO DEL MORTO può essere la prova di quanto tra le pagine di un libro sia possibile vivere sensazioni ancora più vive e potenti che non davanti ad una televisione o uno smartphone.

Dopo una breve nota introduttiva e la riproposizione della prefazione che la Serao donò al libro dell'amico e collega, IL RITRATTO DEL MORTO trasporta il lettore nei suoi otto racconti, ognuno dei quali rappresenta una sorta di sfida per rispondere ad una domanda che ancora oggi appare priva di una soluzione certa: credere o non credere al sovrannaturale?

Marrama si fa anfitrione di storie in perfetto equilibrio tra il credibile e l'incredibile, vicende che anche dopo un secolo dalla loro prima pubblicazione mantengono intatto tutto il loro fascino, come fossero quei racconti ai confini della realtà che ancora oggi dominano buona parte dei palinsesti televisivi e che molto devono in termini di creatività proprio ad opere come quelle dell’autore napoletano.

Il viaggio nel sovrannaturale ha inizio con la corsa sfrenata a bordo di un treno a vapore lanciato a folle velocità nel cuore della notte, per poi essere condotti tra i corridoi di un manicomio criminale dove dalle parole di un folle apprenderemo dei poteri di un misterioso medaglione.

Saremo poi accompagnati tra le vie di Napoli al seguito di un eccentrico scienziato e del suo doppelganger, e riceveremo l’invito a dimorare in un antico castello inglese, sulle cui mura grava la maledizione prodotta dalla presenza di un misterioso quadro, prima che la conclusione arrivi con una storia sorprendente, una piccola commedia nera, chiosa ideale per gli orrori affrontati nelle pagine precedenti.

Il talento di Marrama sta soprattutto nella sua capacità di raccontare il sovrannaturale in pochissime pagine, riuscendo a definire atmosfera, trama e personaggi fin dalle prime righe e catturando così l'attenzione del lettore. Una qualità che hanno solo i grandi narratori, quelli in grado di scrivere “per sottrazione”, evitando di appesantire la lettura con inutili dettagli e infinite descrizioni che quasi sempre nascondono una certa povertà di idee.

La scrittura di Marrama, pur nella essenzialità tipica del racconto breve, si rivela efficace e incisiva, con una ricchezza di linguaggio tipica del romanzo vittoriano e gotico, due generi ai quali l'autore napoletano si è ispirato senza tuttavia esserne una fredda imitazione ma - anzi - offrendo le proprie versioni dei temi classici del genere, con ambientazioni originali e uno stile chiaro e riconoscibile.

INTRA EDIZIONI propone questa raccolta in una edizione in brossura con copertina morbida nell'ambito della COLLANA MYSTERIA. In tutto 114 pagine da leggere tutte d'un fiato o centellinando ogni singolo racconto per quei momenti in cui si ha voglia di tornare indietro nel tempo per rivivere le atmosfere di un'epoca nella quale di fronte al sovrannaturale si restava sbigottiti e affascinati.

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