Passa ai contenuti principali

E’ uscita L’Isola degli Orrori, la nuova antologia di Apollo Edizioni con un mio racconto

 


Per molto tempo le mutazioni genetiche sono state un argomento tipico della fantascienza, qualcosa che poteva essere solo immaginato per scatenare qualche brivido e dare vita a fantasiosi mondi distopici e alternativi.

Poi, i progressi della scienza hanno trasformato ciò che pareva irrealizzabile in una prospettiva concreta, ampliando di fatto a dismisura l’orizzonte delle possibilità di cui oggi disponiamo per manipolare il mondo che ci circonda e, in una certa misura, anche la vita stessa.

Ciò a comportato inevitabilmente l’insorgere di un dibattito di natura etica sull’opportunità di sfruttare per davvero e fino in fondo le manipolazioni genetiche.

Se da un lato è ormai accettata la modificazione del DNA di alcuni prodotti alimentari al fine di renderli più resistenti, duraturi e nutrienti, dall’altro ciò che potrebbe essere fatto al DNA animale e soprattutto umano non smette di sollevare dubbi, aspre critiche e paure.

Il dibattito è ancora aperto e nel frattempo le legislazioni nazionali e sovranazionali tentano di imprimere alla ricerca una direzione, sebbene la questione sia ancora troppo complessa e sfuggente perché si possano avere (almeno per ora) delle norme realmente efficaci e condivise.

Ma nonostante le mutazioni genetiche siano diventate ormai il terreno fertile su cui operano gli scienziati di tutto il mondo, è ancora la creatività lo strumento migliore attraverso cui immaginare le prospettive future e le conseguenze delle scelte che non ci sono ancora del tutto chiare.

È proprio in questa prospettiva che APOLLO EDIZIONI ha pubblicato la sua nuova antologia intitolata L’ISOLA DEGLI ORRORI, una raccolta di fumetti e storie incentrate sul tema delle alterazioni genetiche e delle loro conseguenze (sia positive che negative).

Tra i racconti proposti nel volume potete trovare anche il mio NIETZSCHE CORPORATION LTD, nel quale ho immaginato un mondo nel quale con l’ingegneria genetica è possibile modificare qualsiasi aspetto dell’essere umano, dalle caratteristiche fisiche a quelle emotive e caratteriali. Una vera e propria pianificazione dell’anima oltre che del corpo vista dalle differenti prospettive di due genitori che dovranno “scegliere” come dovrà essere il loro primo figlio.

Potete acquistare il libro sia in libreria che negli shop online, compreso il sito di Apollo Edizioni.

ACQUISTA IL LIBRO

APOLLO EDIZIONI



****

GLI ALTRI RACCONTI PUBBLICATI:

Dama di Compagnia, su Fantascientifico Vol.2, IdrovolanteEdizioni

Pietà per i Non Morti, su Z di Zombie Vol.1, edizioneLetteratura Horror



Post popolari in questo blog

I Queen a Sanremo nel 1984 e il mito della ribellione al playback

S iamo entrati nella settimana del Festival di Sanremo. L'evento canoro nazional-popolare che più di tutti è entrato nell'immaginario collettivo. Quest'anno sarà la 70esima volta che il Festival prova a raccontare la musica italiana contemporanea, ma per noi fan dei Queen è soprattutto l'occasione per ricordare una delle più famigerate esibizioni della band, un episodio attorno al quale è stata costruita nel tempo una narrazione spesso inesatta.

I Want To Break Free: l’inno più incompreso dei Queen

S trano a dirsi, ma ci sono canzoni che pur palesando il proprio significato (o quello che il suo autore ha voluto attribuirvi) finiscono per l’essere fraintese. È il caso di I Want To Break Free , pubblicata dai Queen come singolo estratto dall’album The Works, il 2 Aprile nel 1984.

Intervista a Jer Bulsara, la mamma di Freddie Mercury, per il Telegraph dell'8 Settembre 2012

L a madre di Freddie Mercury sta guardando la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra, quando l’immagine del suo adorato figlio improvvisamente appare sullo schermo gigante presente allo stadio. “Non ho potuto fare a meno di gridare: Oh, mio caro ragazzo, dove sei? Mi manchi così tanto“ . Poi sul volto di Jer si dipinge un sorriso impertinente: “Hanno fatto vedere anche delle immagini di John Lennon, ma per il mio Freddie l'applauso è stato molto più forte” . E' con queste parole che la mamma di Freddie esordisce nell'intervista esclusiva che ha concesso al Telegraph all'indomani della chiusura delle Olimpiadi del 2012, la cui cerimonia ufficiale ha visto alternarsi su palco grandissimo nomi della musica, compresi Brian May e Roger Taylor nella performance più bella e toccante, con il pubblico rapito dai vocalizzi di Freddie del leggendario concerto di Wembley '86. Freddie, il cui vero nome era Farrokh Bulsara, è morto nel 1991 per le complicazioni dov...