Passa ai contenuti principali

Intervista a Roger Taylor e sua figlia, la dottoressa Rory sul Sunday Times del 24 Maggio 2020


Dei figli dei tre Queen non conosciamo molto. A conti fatti l’unico che ha una vera vita pubblica è Rufus Tiger Taylor, da qualche anno in pianta stabile dietro la batteria dei Darkness. Gli altri rampolli “reali” conducono esistenze assai lontane dai riflettori, anche se Cameron Deacon è abbastanza attivo in rete e il fratello Luke è apparso addirittura in Bohemian Rhapsody. E poi c’è Rory Taylor, secondogenita del nostro batterista che abbiamo imparato a conoscere da poco.
Rory compare nel video realizzato per You Are The Champions, il singolo benefico realizzato durante il lockdown dai Queen + Adam Lambert a sostegno del WHO, il World Health Organization. La sua presenza nel video non è casuale, essendo uno dei medici che ha affrontato il covid-19 in corsia presso l’ospedale inglese dove lavora. Il Sunday Times ha colto l’occasione per una doppia intervista con padre e figlia. Di seguito le loro dichiarazioni.
****
Rory Taylor.
Ho sempre saputo cosa faceva papà per vivere, e lo ammiravo con una sensazione di stupore. Amavo la musica dei Queen, ma in genere ero piuttosto timida su questo argomento e non ho mai parlato di lui di come fosse la sua vita nella band. A scuola la gente lo scopriva ovviamente e questo generava qualche battuta ironica, qualche scherzo. Non è bello dover sopportare questo tipo di notorietà, ma è quanto accadeva.
Sapevo di voler diventare un medico fin da piccola. Nonostante entrambi i miei genitori fossero coinvolti nel mondo della musica, mio padre come musicista e mia madre (Dominique Beyrand, la prima moglie di Roger) che lavorava per la Virgin Records, sono sempre stati chiari sul fatto che avrei dovuto fare quello che volevo. Sapevo che volevo aiutare le persone, così ho studiato medicina e mi qualificata come medico di base nel 2011. C ' è molta pressione in un lavoro come questo e ore molto lunghe da passare sul campo, ma lo adoro, e papà è sempre stato solidale con la mia scelta.
Sono sempre andata a vedere i Queen suonare dal vivo e adoro il fatto che lo facciano ancora con tanta passione e che sono così perfezionisti. E papà è ancora incredibilmente in forma a 70 anni. La batteria è come un vero allenamento. È molto in forma.
Quando mi ha detto che i Queen stavano ri-registrando We Are the Champions nella versione intitolata You Are the Champions a sostegno degli operatori sanitari in prima linea, sono stata davvero orgogliosa di lui. Così quando mi ha chiesto se volessi comparire nel video, ho detto: "Certo, perché no?". Non ho mai voluto essere sotto i riflettori, quindi trovarmi in un video pop, è strano.
Sono cresciuta a Londra con mio fratello maggiore, Felix (primogenito di Roger, con il quale ha inciso il singolo Woman You Are So Beatiful, salvo poi dedicarsi alla scrittura con il libro Serve Cold pubblicato nel 2017 e alla recitazione nel film Solitary accanto a Sarina Potgieter, l’attuale moglie di Roger) mio padre e la sua seconda moglie e tre figli, i miei fratellastri. Ci siamo sempre considerati una famiglia unita e in questo mia madre è stata brava a renderlo possibile. Ci sono state tante vacanze in famiglia, tanti fine settimana passati insieme.
Papà mi portava fuori per i nostri appuntamenti del mercoledì sera al cinema, e poi mangiavamo un hamburger enorme. Mi ha portato alla Mostra del Cinema di Venezia quando avevo nove anni. Abbiamo Sleepers, un film piuttosto violento. Ero troppo giovane per questo. Eravamo seduti accanto a Kevin Bacon, che interpretava il cattivo nel film (tra gli attori c’erano anche Brad Pitt e il nostro Vittorio Gassmann). Continuava a coprirmi gli occhi di fronte alle scene più dure (il film racconta una terribile storia di abusi sui minori nella New York del quartiere di Hell’s Kitchen) e mi diceva che non era davvero un uomo cattivo. E io gli dicevo: "Non ho idea di cosa stia succedendo, va bene".
Ho sempre avuto un rapporto molto stretto con mio padre, e ci incontriamo regolarmente  per cena o per andare a vedere le partite del Chelsea (Roger è un grande fan della squadra londinese e qualche mese ha anche inciso il singolo That’s Football assieme all’ex portiere Petr Cech: puoi leggere la notizia QUI) per cui la vita in isolamento in questo momento è difficile. Lavoro come Medico di Base a West London (nel Regno Unito i medici di base, a differenza di quanto accade in Italia, lavorano in corsia e non in studi privati) ma la mia giornata lavorativa media è diventata molto diversa: tante consultazioni telefoniche e video, e quando incontro pazienti di persona sono assolutamente necessarie attrezzature di protezione individuali. Ho avuto sintomi molto lievi del coronavirus diverse settimane fa, prima che i test fossero disponibili per gli operatori sanitari, quindi mi sono auto-isolata. Ogni volta che parlo con papà al telefono, la prima cosa di cui mi chiede è se sto indossando il mio DPI (Dispositivi di Protezione Indivisuale).
Non vedo l'ora che la vita torni alla normalità, come tutti del resto. Voglio andare in Cornovaglia, dove papà vive con sua moglie Sarina e passare qualche serata con lui in un buon pub e bere del Ruttle, che è un tipo di sidro tipico della parte della Cornovaglia in cui è cresciuto. È abbastanza forte e berlo con lui è molto divertente. Lo è sempre con lui.

Roger Taylor.
Rory era la bambina perfetto. Era piuttosto timida e incredibilmente modesta. Ha avuto un'educazione francese - sua madre è francese - ed è stata una scuola dove si lavora sodo, che le ha dato un'etica lavorativa importante. Tra tutti i miei figli, forse è stata la lavoratrice più impegnata. Si è sempre applicata in quello che fa e sono molto orgoglioso di ciò che è oggi. Non è facile diventare un dottore. Hai sette o otto anni di formazione di base da affrontare, poi ci sono gli esami costanti ed è un lavoro difficile, ma Rory ha affrontato tutto molto stoicamente. Lei ha una bontà innata ed è probabilmente una persona molto migliore di me.
Si diverte anche lei, però. Oh, è una ragazza che ama i party, lo sanno anche i suoi colleghi e il suo motto è "Fai come dico, non come faccio io".
Mi piacere pensare che i miei figli si pensassero sempre come una sorta di gang. Crescendo, c'erano sempre l'uno per l'altro. Ovviamente hanno avuto i loro problemi, ma abbiamo passato delle belle estati insieme. Uscire in barca con tutta la famiglia ci ha dato alcuni dei nostri momenti migliori. Era essenziale per me, allora, essere lì per i miei figli.
Come Queen non abbiamo mai voluto coinvolgere il pubblico nella nostra vita privata e penso che ci siamo riusciti abbastanza, anche Freddie ai vecchi tempi. Non volevamo essere al centro dell’attenzione per le nostre vite private, non era quello il nostro scopo. Eravamo impegnati con la musica per intrattenere le persone, e non volevamo niente di queste cose da celebrità moderne, che non amo davvero. È tutto molto superficiale.
Uno dei miei figli, Rufus, è il batterista dei Darkness, ma gli altri non sono mai stati molto interessati alla ribalta e hanno seguito ciuascuno la propria strada. Non si sono mai vantati di avermi come padre e infatti raramente hanno detto chi ero ai loro gli amici. Può essere difficile per i bambini avere dei genitori che sono anche persone famose. I figli di John Lennon? Dev'essere stata dura per loro, come si fa ad essere all'altezza?
È stato bello guardare il biopic Bohemian Rhapsody con Rory. Non ho mai parlato molto della band nel corso degli anni, suppongo perché era sempre sullo sfondo della vita dei bambini, quindi il loro interesse è stato saziato nel corso del tempo. Ma a Rory sembra sia piaciuto, anche se ha detto che sua madre sarebbe stata furiosa perché l’attrice che l'ha interpretata nel film non le somigliava per niente.
Rory viene spesso in tour con me, tutti i miei figli lo fanno. Quando sono in tour, sono in una sorta di bolla egoista. Devi riposarti e loro conoscono la mia routine, quindi si organizzano per rispettare le mie necessità, ma si divertono sempre un sacco.
Ho imparato che un medico non dovrebbe curare i membri della propria famiglia, ma Rory mi dà consigli ovviamente. Ogni volta che parliamo, e parliamo sempre in questi giorni, mi dice che devo prendere più vitamina D per rafforzare le mie difese immunitarie. E spesso parliamo del giardino che ho qui a casa in Cornovaglia. In momenti difficili come questo, è bello potersi godere la bellezza della natura che ti circonda. Ma i miei figli sono ancora la cosa più importante della mia vita e spero di essermi preso cura di loro nel modo giusto.
 GUARDA IL VIDEO DI YOU ARE THE CHAMPIONS

Post popolari in questo blog

I Queen a Sanremo nel 1984 e il mito della ribellione al playback

S iamo entrati nella settimana del Festival di Sanremo. L'evento canoro nazional-popolare che più di tutti è entrato nell'immaginario collettivo. Quest'anno sarà la 70esima volta che il Festival prova a raccontare la musica italiana contemporanea, ma per noi fan dei Queen è soprattutto l'occasione per ricordare una delle più famigerate esibizioni della band, un episodio attorno al quale è stata costruita nel tempo una narrazione spesso inesatta.

I Want To Break Free: l’inno più incompreso dei Queen

S trano a dirsi, ma ci sono canzoni che pur palesando il proprio significato (o quello che il suo autore ha voluto attribuirvi) finiscono per l’essere fraintese. È il caso di I Want To Break Free , pubblicata dai Queen come singolo estratto dall’album The Works, il 2 Aprile nel 1984.

Intervista a Jer Bulsara, la mamma di Freddie Mercury, per il Telegraph dell'8 Settembre 2012

L a madre di Freddie Mercury sta guardando la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra, quando l’immagine del suo adorato figlio improvvisamente appare sullo schermo gigante presente allo stadio. “Non ho potuto fare a meno di gridare: Oh, mio caro ragazzo, dove sei? Mi manchi così tanto“ . Poi sul volto di Jer si dipinge un sorriso impertinente: “Hanno fatto vedere anche delle immagini di John Lennon, ma per il mio Freddie l'applauso è stato molto più forte” . E' con queste parole che la mamma di Freddie esordisce nell'intervista esclusiva che ha concesso al Telegraph all'indomani della chiusura delle Olimpiadi del 2012, la cui cerimonia ufficiale ha visto alternarsi su palco grandissimo nomi della musica, compresi Brian May e Roger Taylor nella performance più bella e toccante, con il pubblico rapito dai vocalizzi di Freddie del leggendario concerto di Wembley '86. Freddie, il cui vero nome era Farrokh Bulsara, è morto nel 1991 per le complicazioni dov...