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Sulle tracce di Farrokh Bulsara assieme a Brian May




Prima dell’inizio, tra meno di un mese ormai, del “The Rhapsody Tour”, Brian May e Roger Taylor si stanno godendo alcuni giorni di vacanza con le rispettive famiglie. Roger veleggia assieme ai figli lungo le coste del mediterraneo, mentre Brian assieme a sua moglie Anita Dobson ha scelto una località davvero suggestica.


Si tratta dell’isola di Zanzibar, dove il giovane Farrokh Bulsara ha vissuto una parte della propria infanzia, prima del periodo vissuto in India e del successivo e definitivo trasferimento in Inghilterra. È qui insomma che si trovano le radici ancestrali di Freddie Mercury. Un luogo per certi versi ancora misterioso, nonostante Zanzibar sia divenuta ormai una meta turistica e che per il futuro frontman dei Queen deve aver rappresentato allo stesso tempo un piccolo paradiso di spensieratezza, ma anche una gabbia entro la quale gli era impossibile esprimere tutta la propria vitalità.

Come detto, Zanzibar è un luogo affascinante, a partire dalla sua storia, un meraviglioso miscuglio di tradizioni davvero diverse tra loro. Se i primi a popolare l’isola furono i Bantu, provenienti dall’Africa orientale, è attorno all’Anno Mille che Zanzibar diventa parte fondamentale della rete commerciale di arabi e persiani.  

Le origini culturali della famiglia Bulsara risiedono proprio nell’antica Persia e nel culto zoroastriano, di cui Freddie mantenne le tradizioni fino alla fine, pur non essendo un fervente praticante. Tracce di quel retaggio le ritroviamo ad esempio nel brano Mustapha, oltre che nella celebrazione del suo rito funebre.

Nel 1400 la dominazione arabo-persiana soccombe all’invasione portoghese, a sua volta costretta due secoli dopo alla resa quando il sultanato di Oman espanse i propri domini verso l’isola. E’ del 1890 invece la dominazione inglese, che durò fino alla scoppio nel 1963 della rivoluzione che spinse la famiglia Bulsara ad abbandonare per sempre l’isola. A quel punto Zanzibar era diventata una repubblica socialista, un assetto politico che mantiene tuttora e che, purtroppo, continua a portare avanti una visione medievale dell’omosessualità, nonostante i luoghi in cui ha vissuto Freddie siano attrazioni turistiche rilevanti e, quindi, remunerative.

Per molti fan Zanzibar rappresenta sicuramente una meta particolare, un luogo da visitare al pari di Montreux e Londra. Perché è qui che il giovane Farrokh ha nutrito se stesso con i primi sogni di gloria, le speranze per il futuro e le aspettative tipiche dell’adolescente. Ed è da qui che ha letteralmente spiccato il volo verso quell’Inghilterra che ne avrebbe poi segnato favorevolmente il destino artistico.

Non può quindi che emozionare ammirare alcuni luoghi simbolo di Stone Town attraverso gli scatti pubblicati da Brian May su Instagram. Dopo un video nel quale non ha rivelato dove effettivamente si trovasse in vacanza, ha poi svelato il piccolo mistero con due immagini che hanno già fatto in giro della rete.

Nella prima possiamo vederlo assieme a sua moglie proprio di fronte al portone d’ingresso della casa dove vissero i Bulsara. 

Fonte: https://www.instagram.com/p/BykX10GhWGU/

Nella seconda hanno invece fatto visita alla scuola elementare frequentata da Freddie a da sua sorella Kashmira, che in questo viaggio sta facendo da vera e propria guida per l’amico. Dopo l’uscita di Bohemian Rhapsody, infatti, il legame tra i Queen e la sorella di Freddie sembra essere diventato molto più intenso.

Fonte: https://www.instagram.com/p/BykX2gGBJsq/

E, a proposito del biopic, guardando queste foto resta il rammarico per le scene non incluse nel montaggio finale, che ci avrebbero mostrato proprio la ricostruzione dell’infanzia di Farrokh a Zanzibar. 

Intanto grazie a Brian May possiamo in qualche modo essere lì, tra quelle vie strette, immersi negli stessi colori e nell'atmosfera in cui Freddie è nato e cresciuto. Sarebbe bello esserci per davvero, eppure avere come "guide" proprio Brian, con Anita e Kashmira, sembra la cosa più giusta. Come un ideale cerchio che si chiude, non per intrappolare la nostalgia, ma per indicare ancora di più e meglio la bellezza che gravita sempre attorno al nome di Freddie. 

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Brian May: "Abbiamo trascorso la giornata con questo ragazzino nelle nostre menti. Un bambino con grandi sogni. Un giovane che è stato per 22 anni il fratello di Roger, di John e il mio. Un ragazzo timido con cui condividevamo una visione impossibile di fare musica che avrebbe cambiato il mondo." 









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