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Intervista a Rami Malek su Noticiero Universal del 30 Ottobre 2018




Rami Malek lo sapeva fin dal principio che incarnare Freddie Mercury sarebbe stata una delle sfide più importanti della sua carriera. Dopo averlo visto alle prese con ruoli secondari, ad esempio nella serie "The Pacific" e poi da protagonista in "Mr. Robot", Rami aveva bisogno di una spinta per affermarsi nel settore e, soprattutto, per dimostrare il proprio talento lavorando proprio ad un progetto controverso come Bohemian Rhapsody.


Gran parte della trama ruota attorno al concerto del Live Aid. Perché pensi che fu così iconico?
Quella fu la prima volta che tanti grandi artisti si univano per supportare una causa comune. Il problema della fame in Africa è diventato di dominio pubblico proprio grazie a quel concerto. E tutti gli artisti che vi presero parte furono all’altezza della situzione. Inoltre, se pensi alla musica degli anni ’80, ti rendi conto che su quel palco suonarono davvero tutti. Nel caso dei Queen quella performance significò anche il ritorno sulle scene dopo un periodo di assenza, quindi ebbe un grande impatto sul pubblico.
Bohemian Rhapsody segue la carriera dei Queen fin dalle origini, ma soprattutto cerca di approfondire le contraddizione della personalità di Fredde Mercury. È davvero un film sull’identità e sulla necessità di accettarsi?
Assolutamente. Sin dall’inizio ho capito che l’importante era interpretarlo in tutta la sua dimensione poliedrica. I miei genitori sono egiziani, ma sono nati negli Stati Uniti e la famiglia di Freddie è arrivata da Zanzibar. Ha sempre avuto un rapporto complicato con le sue origini e altrettanto complesso è stato il suo processo di integrazione una volta che la sua famiglia si fu trasferita in Inghilterra. Se aggiungiamo che la sua sessualità era diversa in un momento di grande intolleranza e omofobia a livello sociale, capiamo quanto potesse sentirsi ancora più escluso. Quindi immagino sia stato un duro processo di scoperta di sé. E questo lo definisce anche come artista. Come si dice nel film “l’essere umano è una condizione che ha bisogno di anestesia”.

Deve essere difficile per te rispondere alle domande durante la promozione del film su ciò che Freddie sentiva o pensava. 
Mi sento molto strano rispetto a questo. Ma ciò che ho imparato da lui attraverso coloro che lo conoscevano, è la sua grande qualità umana. Non aveva bisogno di concentrarsi di fronte a te per essere una persona generosa.
Qual è stata la cosa più complicata da fare per calarti nei suoi panni?
Tutto era difficile. C'è stato un momento in cui ho sentito una pressione castrante su di me che mi ha completamente reso incapace. Quindi la prima cosa che ho provato è stato imparare i suoi movimenti. Quello fu il primo passo per iniziare a prendere confidenza, l'aspetto fisico. Poi ho approfondito il suo modo di essere. Ma imparare a muoversi come Freddie è stato fondamentale nel processo. C'è un'innata eleganza in lui che mi ha fatto controllare il mio corpo in un modo diverso. Questo mi ha potenziato, mi ha fatto sentire potente.
Il film ha vissuto varie controversie. Pensi che la gente cercherà di individuare le eventuali inesattezze? 
Coloro che cercano una completa autenticità possono guardare un documentario. È vero che ci sono molte persone che sono disposte a vedere le imperfezioni e penso che abbia a che fare con la nostra stessa natura di esseri umani. Siamo critici verso noi stessi e anche con gli altri. Un'altra cosa sono quelle persone che vogliono solo ascoltare se stesse.
Una delle critiche è che la vita di Freddie è stata rappresentata nel film in modo troppo leggero per compiacere un vasto pubblico, in modo che non infastidisca nessuno. 
Non penso che si debba raccontare tutto in modo esplicito. Non abbiamo bisogno di vedere Freddie in un'orgia o mentre fa uso di droghe. Se vedi una piccola polvere bianca sul tavolo, puoi immaginare cosa è successo. È meglio usare il filmato per raccontare altre cose più interessanti della sua vita.
Quali canzoni dei Queen ti hanno colpito di più?
"Lily Of The Valley" e "You Take My Breath Away". Sono così profonde e belle. Mi commuovono molto.



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