Passa ai contenuti principali

Intervista a Peter Freestone per i 70 anni di Freddie Mercury per Wegotit del 1° Settembre 2016

Freestone: "Freddie non avrebbe mai voluto invecchiare!". Tre dozzine di successi in tutto il mondo, più di 250 milioni di album venduti e la partecipazione al concerto più leggendario di sempre. Freddie Mercury è stato il più grande frontman della storia della musica. Per il suo 70° compleanno (il prossimo 5 Settembre) il suo assistente Peter Freestone ricorda in un'intervista per WEGOTIT la leggenda che ha avuto la fortuna di conoscere.



Come avrebbe festeggiato il suo 70esimo compleanno?
Lo avrebbe fatto in privato, perché sarebbe stato vecchio, qualcosa che non avrebbe mai voluto essere. Questo è stato uno dei motivi per cui ha accettato la sua malattia in modo così coraggioso. Perché era l'uomo meno giovane in memoria. Ma naturalmente avrebbe festeggiato in modo stravagante e non solo per un giorno ma almeno per un'intera settimana.

Come ha affrontato Freddie la sua malattia?
Il suo credo era: ho una vita da vivere e non penso alla morte. Pertanto, si è gettato sul lavoro. Ha scoperto di essere malato nel 1987, poco prima delle registrazioni con Montserrat Caballé per l'album Barcelona e da quel momento, negli ultimi quattro anni della sua vita ha registrato altrettanti album. 



Quanto è stato difficile mantenere la malattia segreta?
Non è stato difficile, perché quello era il suo ultimo desiderio. "Ha un problema con il fegato", era la mia scusa standard quando qualcuno mi chiedeva qualcosa. Ma la vera ragione non l'ho mai detta a nessuno, né alla mia famiglia né agli amici più intimi, perché lui non voleva parlarne. Su questo è stato chiaro con me fin dal principio. Quando mi ha rivelato della malattina nel 1988, ha anche sottolineato che: "Questa è l'ultima volta che ne parliamo!"

Quando lo hai incontrato per la prima volta?
L'ho incontrato nel 1979, dopo la sua apparizione con il Royal Ballet. Mi ha chiesto cosa facessi e io gli ho detto che ero il responsabile per i costumi. Dieci giorni più tardi il mio capo è stato contattato dallo staff dei Queen e sono stato reclutato. Accettare fu una decisione difficile, perché avevo già un lavoro sicuro ed ero altamente stimato.

Perché Freddie a 25 anni dalla sua morte è ancora una leggenda?
Perché ha scritto tutte queste canzoni indimenticabili, da Bohemian Rhapsody a We Are The Champions. Si tratta di inni che ispirano ancora oggi i giovani. Per questo è stato il miglior frontman di tutti i tempi. Ha scosso gli stadi come nessun altro.


(Fonte: ww,wegotit.at)

Post popolari in questo blog

I Queen a Sanremo nel 1984 e il mito della ribellione al playback

S iamo entrati nella settimana del Festival di Sanremo. L'evento canoro nazional-popolare che più di tutti è entrato nell'immaginario collettivo. Quest'anno sarà la 70esima volta che il Festival prova a raccontare la musica italiana contemporanea, ma per noi fan dei Queen è soprattutto l'occasione per ricordare una delle più famigerate esibizioni della band, un episodio attorno al quale è stata costruita nel tempo una narrazione spesso inesatta.

I Want To Break Free: l’inno più incompreso dei Queen

S trano a dirsi, ma ci sono canzoni che pur palesando il proprio significato (o quello che il suo autore ha voluto attribuirvi) finiscono per l’essere fraintese. È il caso di I Want To Break Free , pubblicata dai Queen come singolo estratto dall’album The Works, il 2 Aprile nel 1984.

Intervista a Jer Bulsara, la mamma di Freddie Mercury, per il Telegraph dell'8 Settembre 2012

L a madre di Freddie Mercury sta guardando la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra, quando l’immagine del suo adorato figlio improvvisamente appare sullo schermo gigante presente allo stadio. “Non ho potuto fare a meno di gridare: Oh, mio caro ragazzo, dove sei? Mi manchi così tanto“ . Poi sul volto di Jer si dipinge un sorriso impertinente: “Hanno fatto vedere anche delle immagini di John Lennon, ma per il mio Freddie l'applauso è stato molto più forte” . E' con queste parole che la mamma di Freddie esordisce nell'intervista esclusiva che ha concesso al Telegraph all'indomani della chiusura delle Olimpiadi del 2012, la cui cerimonia ufficiale ha visto alternarsi su palco grandissimo nomi della musica, compresi Brian May e Roger Taylor nella performance più bella e toccante, con il pubblico rapito dai vocalizzi di Freddie del leggendario concerto di Wembley '86. Freddie, il cui vero nome era Farrokh Bulsara, è morto nel 1991 per le complicazioni dov...