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Brian May tra scienza, musica e politica. Intervista di Yessi Bello Perez per UKTN



La musica sublime di Brian May è stata la colonna sonora della maggior parte della mia infanzia (grazie a mio padre), ma i suoi talenti trascendono la sfera musicale. È anche un fotografo e, forse più sorprendentemente, anche un astrofisico. È proprio per questo motivo che mi sono ritrovata ad ascoltarlo mentre parlava insieme all'astronauta britannica Helen Sharman - il primo astronauta britannico a visitare la stazione spaziale MIR - della prossima edizione dello Starmus, un festival di innovazione e arte con cui Brian è coinvolto, che si terrà a Berna (Svizzera) nel 2019.

Meglio conosciuto come il chitarrista dei Queen, Brian May ha fatto il giro del mondo insieme al leggendario vocalist del gruppo, Freddie Mercury, al batterista Roger Taylor e al bassista John Deacon, ma ha anche collaborato con la NASA e co-fondato una campagna di sensibilizzazione sul rischio rappresentato dagli asteroidi. Il suo interesse per la scienza e la tecnologia è anche il motivo per cui ha fondato la London Stereoscopic Company, una società che si occupa di divulgare il mondo della fotografia stereoscopica.

Brian ha studiato fisica e matematica presso il prestigioso Imperial College di Londra, laureandosi in fisica. Dal 1970 al 1974 ha intrapreso un dottorato di ricerca presso la stessa istituzione, studiando la luce riflessa dalla polvere interplanetaria e la velocità della polvere stessa nel piano del Sistema Solare. Nonostante abbia poi abbandonato gli studi quando i Queen hanno iniziato a godere del successo internazionale a metà degli anni '70, il chitarrista ha deciso di riprendere nuovamente il percorso per il suo dottorato di ricerca presso l’Imperial Collego fino a conseguirlo nell'estate del 2007.

La sua storia d'amore con la matematica e la fisica, mi ha raccontato, è iniziato a scuola. "Ho scoperto che ero bravo in entrambe. Mio padre era uno scienziato e un ingegnere e mi ha fatto conoscere tutto ciò che è tecnico e scientifico. Stranamente, però, mi è stato detto che non ero bravo con la musica dal mio insegnante."

May, le cui composizioni per i Queen includono classici come We Will Rock You, I Want It All e The Show Must Go O", individua il suo interesse per la scienza fin dalla prima infanzia, spiegando che sviluppò "in qualche modo un'ossessione  per lo show televisivo The Sky at Night di Patrick Moore, andato in onda per interi decenni sulla BBC. Sono rimasto affascinato dal cielo e dalle stelle e ho pregato i miei genitori di non mandarmi a letto per poter guardare il programma. Mi ha ispirato nel voler essere un astronomo. "

La musica può aver inizialmente scoraggiato Brian dal perseguire una carriera scientifica, ma è fermamente convinto che sia possibile – e anzi necessario - amare sia la scienza che le arti.

"Qualcosa di brutto è successo nel senso che le arti e la scienza sono state separate e questo non è un bene. E' stata la generazione precedente a farlo, però, perché in epoca vittoriana (a metà del 1800) non era così e anzi gli interessi multidisciplinari erano particolarmente apprezzati. Ma questo modo di intendere arte e scienza è stato pervertito in qualche modo e quando la mia generazione è andata a scuola ci è stato detto che non potevamo mescolare le due cose. Ti dicevano che potevi essere un artista o uno scienziato, non entrambe le cose."

La missione che Brian si è dato è proprio quella di avvicinare le due discipline, ma la sua disponibilità a farlo non lo ha distolto dai pericoli potenziali dell'innovazione.

"L'ingegneria genetica mi spaventa. Mi spaventa sia negli animali che negli umani, perché è una cosa terribile vedere gli esseri umani progettare una creatura che si adatti a loro stessi. Stiamo giocando a fare Dio senza alcuna avere alcuna linea guida da rispettare. Sta accadendo ora e sta accadendo in un modo diverso, nel modo in cui alleviamo gli animali. Questi animali non sono naturali. Stiamo allevando animali che non possono camminare, che non possono godersi la vita al sole solo perché ci fanno guadagnare soldi. Per me, questa è una perversione ed è qualcosa di cui dovremmo vergognarci."

Crede che il cambiamento debba avvenire dall'alto verso il basso e sollecita i politici ad assumersi maggiori responsabilità nel guidare il dibattito sull'etica.

"Mi piacerebbe vedere l'empatia in politica. È quasi inesistente in questo paese, beh, nella maggior parte dei paesi, in realtà. Penso che sia un peccato terribile. Abbiamo il tipo sbagliato di persone che dirigono la politica. Mi piacerebbe vedere questi problemi affrontati a tutti i livelli."

I suoi commenti arrivano in occasione di significativi sconvolgimenti politici nel Regno Unito, in quanto il governo di Theresa May cerca di negoziare i termini dell’imminente uscita dall’Europa unita. In generale, è certo che gran parte della comunità scientifica e tecnologica del Regno Unito si è opposta alla Brexit, citando le preoccupazioni relative alla potenziale perdita di talenti e all'accesso ridotto ai finanziamenti. Alla domanda sui potenziali effetti della Brexit sulla scienza e l'innovazione tecnologica, Brian May ha rapidamente aggiunto che è molto più preoccupato per il modo in cui gli animali vengono trattati.

"La mia opinione è che la generazione dei nostri genitori ha lavorato incredibilmente duramente per riunirci e creare una comunità in Europa. Solo perché abbiamo avuto alcuni problemi, non significa che questo lavoro vada gettato via.”

Mentre la politica apparentemente si dirige verso l’isolazionismo, ho sondato Brian sui suoi pensieri sulla vastità assoluta dell'universo e sulla possibilità di vita extraterrestre.

"Semplicemente non lo sappiamo", ha detto, aggiungendo che continua ad essere affascinato dall’argomento e che la scoperta scientifica deve continuare.

Lo spettacolo deve, semplicemente, andare avanti.

(Fonte: www.uktech.news)


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