Passa ai contenuti principali

Intervista a Brian May e Kerry Ellis sul Grantham Journal del 14 Gennaio 2014


Il leggendario chitarrista dei Queen Brian May ha rilasciato questa intervista al Grantham Journal per raccontare il concerto che il mse prossimo lo vedrà protagonista assieme a Kerry Ellis al The Meres. Come membro dei Queen, Brian May ha suonato sui più grandi palcoscenici del mondo.



Ai suoi fans non serve ricordare ad esempio che nel 1985 il chitarrista ha suonato al fianco di Freddie Mercury, John Deacon e Roger Taylor di fronte ad una platea di 75.000 persone al Wembley Stadium e, contemporaneamente, per un pubblico televisivo da tutto il mondo stimato in milioni di persone che hanno ammirato l'esibizione della band al Live Aid. Ventisette anni dopo, la sua celebrità non è diminuita e May ha suonato con Roger Taylor alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi estive di Londra, regalando ai presenti l'inno dei Queen We Will Rock You. E adesso sta per suonare a Grantham assieme alla talentuosa collega. La suddetta We Will Rock You è anche diventata il titolo del musical scritto da Ben Elton, che ha conservato la magia della musica dei Queen anche sul palco del West End per più di un decennio. Lo show ha portato alla ribalta il talento della cantante e attrice Kerry Ellis, che nel musical interpretava il ruolo del personaggio di Meat. La Ellis ha continuato la sua carriera da musical portando anche oltreoceano il musical Wicked, e da allora lei e Brian hanno mantenuto una collaborazione musicale che li ha visti esibirsi alla Albert Hall di London, con due date andate sold-out nel 2011, al Montreux Jazz Festival e al BBC Proms in the Park, solo per citare alcune delle loro esibizioni.

Allora perché Grantham? C'è un indizio nel titolo del tour: Candlelight. L'atmosfera creata dalle candele e dai suoni acustici sono più adatti a luoghi come il Meres, dove la purezza della musica è in grado di brillare in un'atmosfera intima, impreziosita da una luce calda. I concerti vedranno Brian e Kerry eseguire versioni acustiche dei classici dei Queen assieme a un certo numero delle loro canzoni preferite, capaci di mettere in mostra la straordinaria voce di Kerry e l'accompagnamento di Brian sia alla chitarra che alla voce. May è davvero eccitato dalle innovazioni di questo nuovo spettacolo, che segue il successo fenomenale dei tour precedenti. Il chitarrista ha spiegato:

"Anche se la vita mi ha portato ad interessarmi di tante nuove cose in tempi recenti, la musica è ancora quella che mi eccita di più, la gioia più grand . E la Sig.ra Ellis è la collaboratrice più stimolante con la quale potessi lavorare, siamo un buon duo. L' idea delle candela funziona davvero bene. Genera intimità e un ambiente caldo e ci si sente come se stessimo suonando per delle persone nel loro salotto. L'approccio acustico delle canzoni dei Queen funziona davvero bene. Ne facciamo solo alcune, ma hanno sempre un suono diverso. Sono molto orgoglioso di tutto il repertorio dei Queen e del lavoro che da cui attingiamo per il nostro spettacolo. Buone canzoni possono essere eseguite in modi diversi e Kerry è una grande interprete di questi brani. Trovo così rinfrescante e liberatorio dare nuova vita a queste canzoni.”

La soddisfazione che Brian trova nella musica eseguita in un ambiente informale e personale a lume di candela è condiviso da Kerry Ellis che in proposito dichiara:

"Ci piace davvero fare questo genere di spettacolo. Sul palco siamo solamente in tre, io e Brian con il tastierista Jeff Leech e si può sentire tutto quello che suoniamo in modo chiaro. E' davvero spontaneo e noi abbiamo il controllo su ogni suono. E' tutto limpido e se facciamo un errore il pubblico se ne accorge."

Aggiunge May:

"Una parte dello spettacolo è dedicata alla conversazione con il pubblico. Spieghiamo perché alcune delle canzoni sono state scritte e spiegare le loro storie. Il set comprende diversi generi. Possiamo fare quello che vogliamo. Nulla è pre-organizzato. E' molto fluido e organico e c'è una semplicità incredibile. Siamo solo una cantante e un chitarrista, con un tastierista capace di creare tessiture musicali finissime e magiche.”

May offre due esempi di diverse canzoni interpretate dal dal duo e che mettono in mostra la voce favolosa della Ellis: No-One But You è nota a molti come l'ultima canzone registrata con il nome dei Queen dopo la morte di Freddie Mercury, ma May dice che Kerry Ellis ha l'ha fatta sua e oggi rappresenta un grande punto culminante del loro spettacolo. L'altro esempio è Who Have Nothing, un vecchio successo italiano, eseguito in un modo mai fatto prima da nessuno:

"Kerry ha una voce straordinaria. Abbiamo fatto grandi spettacoli in grandi sale e lei è meravigliosa anche in quel contesto, ma ho imparato quanto sia incredibile sentire la sua voce libera. E' una situazione che conosciamo bene nelle opere. Questa è la quarta tappa di un tour e vogliamo coprire l'intero paese alla vecchia maniera, per far ascoltare a tutti la nostra musica.”

Sembra quasi un'ambizione modesta per un duo che vanta tanti successi in così tanti settori, ma May dice che basta avere l'opportunità di esibirsi in questo modo per sentirsi ricompensato:

"Sono solo felice di vivere il momento, facendo questa cosa per me stesso. E' così appagante. Qual è la nostra ambizione? Ottenere un disco di successo sarebbe bello, ma non siamo disperati per questo. Sono grato per l'opportunità che ho di portare questo spettacolo davanti ad un pubblico sempre più vasto."

Post popolari in questo blog

I Queen a Sanremo nel 1984 e il mito della ribellione al playback

S iamo entrati nella settimana del Festival di Sanremo. L'evento canoro nazional-popolare che più di tutti è entrato nell'immaginario collettivo. Quest'anno sarà la 70esima volta che il Festival prova a raccontare la musica italiana contemporanea, ma per noi fan dei Queen è soprattutto l'occasione per ricordare una delle più famigerate esibizioni della band, un episodio attorno al quale è stata costruita nel tempo una narrazione spesso inesatta.

I Want To Break Free: l’inno più incompreso dei Queen

S trano a dirsi, ma ci sono canzoni che pur palesando il proprio significato (o quello che il suo autore ha voluto attribuirvi) finiscono per l’essere fraintese. È il caso di I Want To Break Free , pubblicata dai Queen come singolo estratto dall’album The Works, il 2 Aprile nel 1984.

Intervista a Jer Bulsara, la mamma di Freddie Mercury, per il Telegraph dell'8 Settembre 2012

L a madre di Freddie Mercury sta guardando la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra, quando l’immagine del suo adorato figlio improvvisamente appare sullo schermo gigante presente allo stadio. “Non ho potuto fare a meno di gridare: Oh, mio caro ragazzo, dove sei? Mi manchi così tanto“ . Poi sul volto di Jer si dipinge un sorriso impertinente: “Hanno fatto vedere anche delle immagini di John Lennon, ma per il mio Freddie l'applauso è stato molto più forte” . E' con queste parole che la mamma di Freddie esordisce nell'intervista esclusiva che ha concesso al Telegraph all'indomani della chiusura delle Olimpiadi del 2012, la cui cerimonia ufficiale ha visto alternarsi su palco grandissimo nomi della musica, compresi Brian May e Roger Taylor nella performance più bella e toccante, con il pubblico rapito dai vocalizzi di Freddie del leggendario concerto di Wembley '86. Freddie, il cui vero nome era Farrokh Bulsara, è morto nel 1991 per le complicazioni dov...