Intervista a Brian May con Eddie Trunk del 23 Luglio 2014

Eddie Trunk è uno degli esperti musicali americani di maggior rilievo. Ha pubblicato libri e condotto numerose trasmissioni soprattutto radiofoniche ed è proprio per una radio statunitense che ha realizzato questa lunga intervista a Brian May nel corso del tour con i Queen e Adam Lambert.

ET: Come sta andando questo tour Brian?
BM: “Sta superando ogni aspettativa. Non posso credere a quello che stiamo facendo. È grandissimo e pieno di gioia e divertimento ed è davvero molto simile a quanto facevamo una volta. So che Freddie amerebbe tutto questo e vorrei che fosse qui con noi per goderselo. Adam non è una sua copia, ma sono convinto che nella sua personalità Adam abbia degli aspetti nel modo con cui approccia i concerti molto simili a quelli di Freddie. Non ha bisogno di apparire divertente o altro e soprattutto non ha bisogno di dimostrare quanto sia straordinaria la sua voce, che è davvero al di là di ogni aspettativa. Non credo che la gente se ne sia del tutto resa conto, ma Adam ha una voce strabiliante e non sto esagerando. Lo direi anche se non fossimo in tour. Possiede una voce incredibile e si impegna ad utilizzarla e a svilupparla, proprio come faceva Freddie. Suonare con lui è bello e divertente, anche perché in lui non c’è alcuna finzione, è molto genuino. La sua presenza rende me e Roger nuovamente giovani. Stiamo mettendo noi stessi in questo progetto e io e Roger stiamo suonando meglio di quanto non avessimo mai fatto e nel riuscirci siamo davvero fortunati proprio perché sono passati così tanti anni per noi due. I nostri corpi riescono ancora a gestire tutta l'energia che c'è sul palco. Lo show dura circa due ore e mezzo, ed è altamente energico e molto colorato, con una vasta gamma di emozioni e stili, ed davvero molto simile ai nostri vecchi spettacoli. In proposito voglio raccontarti un episodio che mi ha davvero colpito: ho incontrato due settimane fa il mio vecchio addetto alla sicurezza. Ha lavorato con noi per qualche anno e anche dopo che le nostre strade si sono separate ha continuato a seguire i Queen. A un certo punto mi ha detto 'Ho visto un sacco degli spettacoli che avete fatto. Ho seguito ogni cosa che avete fatto dal 1986 e stanotte posso dire di aver visto i Queen'. E' un pensiero che mi ha commosso e trasmesso gioia e ho pensato che avesse ragione nel riferirsi ai Queen, perché qui c’è ancora tutto lo spirito di Freddie e John, e in più noi siamo ancora qui e abbiamo trovato Adam Lambert che si mette all’opera. Con lui è come se non ci fosse bisogno di chiedergli nulla, non serve pianificare. È proprio il giusto genere di persona per noi. ”



ET: Hai detto che tu e Roger suonate meglio di quanto non abbiate mai fatto. E' un'affermazione piuttosto forte tenuto conto della fama che i Queen hanno sviluppato nel corso della loro storia. Pensi che Adam giochi un ruolo in questo? Recente ho avuto occasione di parlare con i Judas Priest, che hanno inserito nella loro line-up un nuovo e giovane chitarrista che gli ha infuso una nuova linfa vitale. Pensi che Adam stia avendo lo stesso impatto sui Queen?
BM: “Si, assolutamente. Penso che sia successo giusto in tempo.”

ET: Quindi, la logica domanda è: dove pensi che vi porterà? A registrare un disco? Ad estendere il tour?
BM: “Noi viviamo alla giornata, come abbiamo sempre fatto del resto, quindi la risposta alla tua domanda è: non lo so. Al momento la richiesta per fare altre date del tour è enorme. Riceviamo telefonate ogni giorno e quindi ci sono buone possibilità che il tour prosegua. Vedremo quello che succede. Quando Freddie se n'è andato ho pensato che fosse tutto finito e che era ormai tempo di dedicarci ad altro e in effetti per molto tempo non abbiamo fatto nulla come Queen. Per anni abbiamo guardato posti come il Forum di Los Angeles e il Madison Square Garden di New York pensando con nostalgia a quando abbiamo suonato negli anni Settanta e Ottanta. Adesso ritornarci dopo tutti questi anni è come rivendicare il fatto che dovessimo suonarci ancora prima che fosse troppo tardi. Un giorno moriremo tutti oppure le mie dita smetteranno di muoversi. È un dato di fatto, una cosa inevitabile. Una volta riuscivo a fare due ore di spettacolo senza sentirmi stanco. Adesso invece è dura e passo il giorno successivo ad ogni concerto sottoponendomi a massaggi a mani e piedi, alle gambe e alle ginocchia. Ho un sacco di infiammazioni alle dita, in particolare negli sforzi ripetitivi necessari a tutti i chitarristi. Oggi si combatte anche con questo tipo di cose. Se guardi le mie dita sembra che siano a posto, ma in realtà ho dovuto lottare per tornare in forma. Ma in qualche modo al corpo tutto questo piace, anche se inevitabilmente arriva un momento in cui sei davvero stanco e il fisico inizia a cedere. Così magari capita che al mattino mi sveglio con le dita doloranti e devo passare del tempo a farlo passare. Ma a parte questo, stiamo sul palco per oltre due ore e ci divertiamo un sacco.”

ET: Attualmente un sacco di band sono in tour, ma non tutti se la passano così bene come voi in questo momento. Ci sono un sacco di gruppi che si organizzano per suonare insieme negli stessi posti così da aumentare il pubblico. Voi invece state facendo un tour nelle grandi arene, senza nessun supporto e peraltro lo state facendo in America dove i Queen non hanno propriamente il loro maggior bacino di utenza. Credo che in questo senso si possa dire che state facendo davvero qualcosa di sbalorditivo.
BM: “È incredibile e la cosa più stupefacente è che non avevamo nessuna certezza che sarebbe andata così bene. Ci stiamo davvero divertendo e mi rendo conto che sta andando bene anche grazie ai social network dove posso leggere i commenti dei fans e interagire. È bello conoscere le opinioni dei fans e talvolta è anche istruttivo e mi sento fortunato ad avere questa possibilità.”

ET: Dopo tutti questi anni continui ancora ad usare la leggendaria Red Special...
BM: “La Red Special ha ancora la potenza di un tempo ed è davvero parte del mio corpo. E ha i tasti originali, vecchi quindi di quasi cinquanta anni. C’è un po' di magia nella mia chitarra ed è bellissima. Ne ho alcune copie, tra cui una realizzata dalla Guyton che uso durante Fat Bottomed Girls (è riconoscibile per il colore più chiaro della cassa, ndt) e un'altra acustica che suono per Crazy Little Thing Called Love. Ma continuo ad usare soprattutto la Red Special originale, perché ha la sua voce, che è anche la mia voce.”

ET: Ho lavorato nella produzione del Rock Honour del 2006 a Las Vegas, quello in cui vi siete esibiti assieme a Paul Rodgers. Oltre a voi c'erano anche i Kiss, i Judas Priest e i Def Leppard e ricordo che i loro chitarristi usavano carrelli ricolmi di attrezzature e chitarre. Poi arrvasti tu con una semplice custodia per la tua Red Special e attorno a quel contenitore si percepiva una sorta di aura. Anche per questo credo sia stupendo che sia ancora oggi il tuo strumento.
BM: “Si, la amo.”

ET: Parliamo ancora dell'attuale tour. Qual è stato il processo di scelta della set list? Adam ha partecipato alla scelta delle canzoni?
BM: “Si certo, ha collaborato anche lui proponendo le sue idee. Per dirla alla Prince 'abbiamo troppi pezzi di successo' e in effetti nel nostro repertorio c'è davvero un numero imbarazzante di canzoni di successo e quindi non possiamo suonarle tutte. E nemmeno ci va di proporre solo le hits. Di fatto ci siamo limitati a fare una semplice selezione in un momento in cui eravamo molto influenzati dal fatto di aver dato il via alla pubblicazione di Rainbow e così ci siamo detti che sarebbe stato bello proporre qualcosa di quel periodo. All'epoca eravamo pesanti, duri, veloci. Oggi suoniamo alcune di quelle cose ma ad una velocità ridicola, ma è bello rifare alcuni di quegli assoli e ogni sera c'è sempre qualcosa di diverso. Ma non vogliamo restare bloccati nel passato, anche se allo stesso tempo facciamo tesoro di quello che abbiamo costruito insieme a Freddie e lo stiamo riportando in giro in un modo differente e rinnovato.”

ET: Hai menzionato il termine heavy, un genere a cui i miei ascoltatori sono molto legati. Siete consapevoli dell’influenza che i Queen hanno avuto su band come Metallica, Testament, Anthrax, Dream Theatre e tante altre ancora? E' una cosa che vi sorprende?
BM: “Personalmente mi emoziona. Sono band che amo molto, adoro le cose heavy e uno dei miei più grandi amici è Paul Crook dei Anthrax che mi ricorda sempre quanto la nostra musica sia stata importante per lui e la sua band. In generale, amo il fatto che la gente si emozioni con noi e che in qualche modo ciò che abbiamo fatto li abbia ispirati. Non c’è tributo più grande e non c’è piacere più grande che sapere di aver ispirato delle persone a fare grandi cose. E' una cosa che mi rende molto felice.”

ET: Hai un chitarrista che ascolti oggi e che ti emoziona?
BM: “E' una domanda difficile questa perché dovrei elencare tutti quelli che mi piacciono da sempre. Ad esempio ascolto ancora Jeff Beck (che con i Queen ha suonato nella versione originale di Let Me Live con Rod Stewart e, più recentemente, ha inciso con Roger Taylor la versione solista di Say It's Not True per l'album Fun On Earth, ndt) e resto a bocca aperta per quello che riesce a fare. E poi amo ancora il mio Hendrix (di cui lo stesso Freddie Mercury era un fan accanito, ndt). Il mio più caro amico è Tony Iommi (chitarrista dei Black Sabbath con i quali Brian ha collaborato più volte in passato e con il quale ha in programma – prima o poi – di incidere un album, ndt) e non smetto di seguire tutto quello che fa. Mio Dio, Tony ha delle dita infinite: è lui che ha creato l’heavy metal. Guardarlo mentre suona è straordinario. Al momento anche i Sabbath sono in tour e sono molto felice di questo. Tornando alla tua domanda, di chitarristi che mi emozionano ce ne sono davvero tanti. Mi viene in mente ad esempio Joe Bonamassa, che è incredibile e fa davvero battere il cuore con la sua musica.”

ET: Tutti i chitarristi che hai citato dimostrano che anche alla loro età il rock n’ roll mantiene giovani e questo penso sia fonte di ispirazione per i fans e tutte le giovani leve.
BM: “È una cosa grandiosa. Sento di essere ogni giorno in dovere verso Dio per essere ancora in quel corso dal quale pensavo di essermi allontanato, sai? E' questa la cosa più grande per me, il fatto di poter ancora interagire con i tuoi idoli è il più grande lusso concesso ad un musicista rock di successo. E' per questo che sono nate collaborazioni come quella con Eddie Van Halen.”

ET: A proposito di Star Fleet Project (l'album realizzato da Brian assieme a Van Halen, ndt), puoi dirmi se uscirà in cd?
BM: “Dovrebbe, ma i cd non sono morti ormai?”

ET: Non per me. Combatto per farli vivere. Sono ancora un ragazzo da cd.
BM: “Dovremmo farlo tutti. Tempo fa parlavo con Paul Crook, che è un grande interprete e che è anche diventato produttore. Mi ha fatto sentire davvero modesto per la mole di cose che ha realizzato. Ci sono grandi band in circolazione. E poi non abbiamo menzionato Joe Satriani e Steve Vai.”

ET: Prima mi dicevi che non pensavi saresti tornato in attività e poi avete fatto dei tour e un album di inediti con Paul Rodgers (The Cosmos Rocks, ndt). Come la giudichi quella fase della storia dei Queen post-Freddie?
BM: “Penso che sia stata molto buona e anche allora non posso certo dire che l'abbiamo cercata. Fu una collaborazione naturale e penso che Paul resti un nostro idolo e che sia un cantante incredibile. Con lui ci siamo spostati più verso il blues e insieme abbiamo vissuto dei momenti bellissimi, facendo tour lunghi ed estenuanti, con i quali siamo arrivati a toccare il Sudamerica e proprio quando ci siamo esibiti a Rio e Buenos Aires, capimmo che Paul aveva bisogno della propria carriera solista. Del resto perché avrebbe dovuto abbandonare la propria strada carriera solo per cantare le canzoni dei Queen? Quindi ci rendemmo conto che era giunto il momento di fare un passo indietro per non forzare troppo oltre le cose. Successivamente, per l'ennesima volta, non abbiamo pensato a nessuno in particolare con cui lavorare. Non abbiamo cercato Adam Lambert e nessun altro che potesse sostituire Paul. Ci siamo solo detti che era finita, che era stato bellissimo e che potevamo stringerci la mano e proseguire oltre.”

ET: Quindi quella sarebbe potuta essere davvero la fine.
BM: ”Si, non potevo pensare che l’avremmo fatto ancora. Ma poi all’improvviso è spuntato questo ragazzo attraverso American Idol che ci ha permesso di notarlo per la prima volta. Delle persone mi mandarono un link della sua esibizione con Bohemian Rhapsody.”

ET: Ci sono un sacco di band come i Journey (nei quali ha cantato, tra gli altri, Jeff Scott Soto, vecchia conoscenza dei Queen, ndt) che cercano nuovi componenti attraverso Youtube. Eravate alla ricerca d qualcuno o è successo per caso grazie a una segnalazione?
BM: “Assolutamente no, non eravamo in cerca di nessuno. Ho una vita piena e sono diventato un attivista in favore dei diritti degli animali e l'idea di poter cambiare il mondo in modo da salvaguardare gli animali è una cosa che prende molto tempo. E poi sono tornato ad occuparmi anche di astronomia e astrofisica e mi occupo di fotografia stereoscopica. Ho pubblicato alcuni libri sulla storia della fotografia stereoscopica. Ho davvero bisogno di fare tutte queste cose. Poi, all’improvviso, mi dicono di guardare Adam perché è perfetto e oggi posso dire che è proprio vero. Lui fa tutto con grande gioia e lo fa con una voce incredibile, superiore ad ogni mia aspettativa. Ma non abbiamo spinto nulla, non ci siamo buttati in questa cosa senza pensare. Adam ha preso il suo tempo, ha pubblicato le sue cose e ha avviato la sua carriera e lo ha anche fatto molto bene. Po è arrivata l'occasione di suonare assieme ad una cerimonia di premiazione in Irlanda per gli Mtv Video Awards. Abbiamo fatto solo un paio di pezzi, ma subito dopo un sacco di gente ci ha detto che saremmo dovuti andare in tour. E così è stato.”

ET: Prima di salutarci, voglio farti altre due domande. A questo punto i fans cosa devono aspettarsi? Quali sono i prodotti dei Queen che usciranno?
BM: “Anzitutto il dvd di Rainbow. Poi abbiamo quest’album in uscita, intitolato Queen Forever, nel quale ci sarà una selezione di pezzi che sono un po’ inusuali, presi dagli album in studio, ma anche del materiale inedito mai sentito prima, come Love Kills che stiamo già suonando in tour. Sarà una rilavorazione del materiale in nostro possesso. Sono emozionato da questo album, e sarà una cosa diversa. Abbiamo riscoperto una canzone registrata a Los Angeles negli anni Ottanta, Let Me In Your Heart Again (scritta dallo stesso Brian per la moglie Anita Dobson e che potete ascoltare QUI, ndt), che davvero nessuno ha mai sentito con la voce di Freddie e questa è una cosa bellissima se pensi che siamo nell'epoca di youtube. Nessuno l’ha mai sentita e ho i brividi tutte le volte che l'ascolto. Abbiamo messo assieme le multi-traccia analogiche ed è come se fosse stata registrata ieri, con Freddie che è esplosivo, io che suono la chitarra, Roger la batteria e John il basso. Sono i Queen in un bellissimo periodo e averla recuperata per il disco mi ha davvero messo i brividi addosso. E poi in Queen Forever non mancheranno almeno un paio di duetti con Michael Jackson. Vedremo come andrà.”

(Fonte: www.brianmay.com | Trascrizione originale a cura di Jen Tunney per il sito ufficiale di Brian May)


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