Intervista a Brian May e Kerry Ellis per il The Times di Malta del 31 Marzo 2014


Il palco sul quale si esibiranno Brian May e Kerry Ellis è illuminato dalle candele, un approccio assai distante dall'enorme struttura sulla quale i Queen, nel loro ultimo tour ufficiale del 1986, diedero spettacolo davanti alle folli in delirio. Brian e Kerry, al contrario, si siedono su uno sgabello e affascinano con una splendida interpretazione di I Who Have Nothing, resa famosa da Shirley Bassey. Questa dimensione intimista è la caratteristica essenziale del Candlelight Tour. Ventotto anni dall'ultima apparizione di Mercury sul palco e a 23 anni dalla sua morte, il suo collega Brian May riesce ancora ad emozionare con il suo sound inconfondibile, anche se in questo caso usa una chitarra acustica.

"Sento più che mai di avere una visione migliore lavorando con Kerry," racconta Brian alla Domenica del Times di Malta. I Concerti a lume di candela hanno fatto da sfondo alle versioni acustiche che il duo propone sia dei classici dei Queen che di un certo numero delle canzoni che gli stessi Brian e Kerry amano di più. E non è certamente un concerto dei Queen, forse i due sono anche un abbinamento improbabile, ma è un qualcosa che funziona.

Seduti nelle loro camere d'albergo nella capitale lettone di Riga poche ore prima del concerto, May ed Ellis sono curiosi di saperne di più su Piazza Valletta di San Giorgio, che ospiterà il concerto di Sabato a Malta. E' la loro prima volta sull'isola, anche se il papà di Brian un tempo vi ha lavorato.

Sarà l'ultima data di questo tour per il chitarrista oggi 66enne e la talentuosa cantante inglese. Ma l'infaticabile Brian non ha alcuna intenzione di appendere la sua chitarra al chiodo. Si unirà infatti al batterista dei Queen Roger Taylor e al cantante statunitense Adam Lambert per un tour negli Stati Uniti che partirà il 19 Giugno e durerà un mese. Nel frattempo May è anche impegnato a lavorare su un album compilation con 2/3 registrazioni inedite dei Queen con Michael Jackson. E questo per non parlare del fatto che lui è anche un produttore, un attivista per i diritti degli animali, un astrofisico, un autore di libri e molto altro ancora.

"In realtà amo fare tutto questo. La musica è il mio primo amore. C'è così tanta libertà in questo tipo di spettacolo, siamo molto onesti sul palco e lo spettacolo è davvero informale. Io amo i Queen e sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto. Ma i Queen pretendono un grande impegno, davvero pesante. La pressione è molto impegnativa."

May non mostra segni di rallentamento, nonostante lo scorso Natale sembrava potesse avere problemi di salute piuttosto seri.

"Ho avuto una serie di problemi. Il corpo è come una macchina che quando non è possibile aggiustare si muore", dice ridendo.

Il suo umorismo nero è dovuto dal fatto che ha perso alcuni dei suoi amici e collaboratori più stretti in età precoce. Mercury a 45 anni, il batterista Cozy Powell a 50 anni e di recente il produttore dei Queen David Richards a 57 anni. May attraversa questi grandi dolori per spiegare come adesso sia felice della collaborazione con Kerry, notata per la prima volta durante il musical My Fair Lady e poi entrata nel cast We Will Rock You nel ruolo di Meat.

"Kerry è una cantante con una voce perfetta. E' stato fantastico trovare il materiale giusto per farne uso al massimo del suo potenziale. Ero emozionato. Non ho più Freddie. Sono stato in tour, mi piace cantare, ma io non sono un grande cantante. Assieme facciamo tutto ciò che ci emoziona. So esattamente come voglio che la sua voce venga fuori. Freddie riusciva a fare ogni volta meglio. E anche Kerry riesce sempre a fare qualcosa di meglio di quanto avrei mai immaginato."

Con un tono umile May respinge i suggerimenti che le folle mostrano semplicemente a vederlo esibirsi. Kerry ha un grande seguito, soprattutto in Gran Bretagna. Non c'è chiaramente nessun leader in questa collaborazione, così come spiegano loro stessi ridacchiando come due scolari entusiasti del successo.

Il set che propongono è una miscela di cover, tra cui Something dei Beatles e la Dust in the Wind dei Kansas, intervallate dai classici dei Queen. Il pubblico non si presenta ai loro concerti chiedendo solo canzoni dei Queen, sottolinea Brian.

"Le persone sono molto educate in questi giorni soprattutto perché c'è una comunità online. In passato era compartimentata, ma i social media hanno davvero cambiato le cose.”



Kerry descrive la sua collaborazione con Brian come un atto liberatorio, lontano dai confini imposti dal teatro musicale:

"E' una gioia lavorare così, ti fa sentire davvero a tuo agio e il pubblico ama questa formula. Ho imparato tanto da Brian. E' un privilegio."

Dopo 23 anni dalla morte di Mercury, perchè i Queen rimangono una delle band più durature e influenti di sempre? May dice che il merito è della qualità delle loro canzoni. Il fatto che i quattro membri della band fossero anche autori in costante concorrenza tra loro ha contribuito ad affinare le loro abilità:

"Siamo stati molto fortunati perché abbiamo trovato la capacità di amalgamarci tra di noi e con uno dei più grandi cantanti di sempre. Roger ed io , anche se litighiamo come cane e gatto, è uno dei più grandi batteristi del mondo ed è straordinariamente creativo. E John Deacon è stato il bassista perfetto."

Diversi critici non hanno risparmiato critiche ai due, accusando May e Taylor di aver abusato dell'eredità musicale dei Queen, usando il nome della band anche dopo il 1991:

"I nostri critici possono dire ciò che vogliono", dice il chitarrista con tono diplomatico. Ma con la certezza che gli album dei Queen continuano a vendere, May è determinato a continuare a suonare la sua chitarra il più a lungo possibile.

"Nella mia mente, naturalmente, non ci sono i Queen senza Freddie o John. Siamo solo io e Roger e stiamo facendo quello che sappiamo fare meglio. Suoniamo molto bene insieme. Non siamo bloccati nei nostri ricordi perché siamo in grado di reinterpretare le nostre canzoni con Adam Lambert, che è un grande cantante. Non passiamo assieme tutto il tempo, come sapete. Solo di tanto in tanto è bello tuffarsi indietro e dare ad un certo numero di persone esattamente quello che vogliono."

E la gente di tutte le generazioni vogliono ancora ascoltare i Queen. Il loro concerto a New York al leggendario Madison Square Garden è andato esaurito immediatamente. Se Mercury fosse ancora vivo, i Queen esisterebbero ancora o si sarebbero sciolti a causa dei continui battibecchi interni alla band?

"Abbiamo sempre lottato e probabilmente staremmo ancora combattendo. E' parte del processo creativo. Ma saremmo ancora in giro", dice sorridendo.

Gli ultimi due album dei Queen sono lodati perché hanno fornito uno sguardo introspettivo della band in un dato periodo della loro vita. Brian guarda nel nulla quando gli viene chiesto di spiegare la storia dietro un pezzo Mother Love, l'ultima canzone cantata da Freddie pochi giorni prima della sua morte e completata post- mortem.

"E' stata una situazione strana. Freddie era davvero molto malato ma ci sono stati momenti in cui stava un po' meglio e poteva sostenere lo sforzo di cantare. Ma era sempre pronto ad aiutare e questo è quello che lo faceva sorridere. Freddie amava Wicked Game di Chris Isaac e mi disse che voleva una canzone simile. Avevo un'idea in testa e l'ho messa giù. E' nata proprio sotto l'impulso del momento. Ho scritto il testo sul retro di un pezzo di carta e volevo cantarla per lui e ne realizzai un demo. Freddie sorseggiare la sua vodka e chiedeva sempre più testi da cantare e diceva 'Così potrete pubblicarle quando me ne sarò andato'. Era completamente concentrato su questo. Sapeva che non aveva più molto tempo a disposizione, così abbiamo realizzato il pezzo con una certa tonalità ma lui diceva che dobbiamo andare più in alto, più in alto. E' stato incredibile. Mother Love esprimeva un concetto: mentre tutti siamo in cerca dell'amore, forse quello che stiamo cercando veramente è l'amore che abbiamo ricevuto da nostra madre, perché è qualcosa che non potrà mai essere ritrovato in nessun altra donna. Ma naturalmente stavamo anche pensando dove Freddie stesse andando e dove alla fine andremo tutti."

Brian ha anche scritto il classico The Show Must Go On, una canzone piena di allusioni alle condizioni di Freddie, che molti interpretano anche come il canto del cigno dello stesso Mercury. Tutti e quattro i membri dei Queen custodiscono il loro lavoro e così facendo spesso tendono a schermare e nasconddere il vero significato dietro le canzone.

“Quando ascolti una canzone hai la tua storia in mente e non devi necessariamente condividerla con le persone con cui stai lavorando. Generalmente ci sono una serie di strati. Ma abbiamo anche cercato di parlare tra di noi un po' di più di quello che volevamo che la musica dicesse quando abbiamo capito quali fossero le reali condizioni di Freddie. Lui era consapevole che il suo tempo stava per scadere, e c'era ancora uno strato che non avevamo penetrato. Ma non ci siamo seduti a discutere su come comporre una canzone sulla morte. Ho avuto questa idea di un clown triste, ma che aveva sempre un sorriso sul proprio volto. A Freddie è piaciuto. The Show Must Go On è una lunga storia. Ho potuto sentire questa cosa in modo ciclico."

Anni dopo la morte di Mercury, l'eredità dei Queen è stata ulteriormente curata in grande stile dal musical We Will Rock You, che ha introdotto la band ad una nuova generazione. Nonostante sia stato duramente stroncato dalla critica, il musical sta per chiudere solo adesso, dopo ben 12 anni. May ammette che è triste vedere il sipario calare sullo spettacolo:

"E' un peccato, ma si deve andare avanti, anche se sono sicuro che tornerà a un certo punto. La verità è che eravamo vincolati. E' costoso da gestire, anche se abbiamo fatto una quantità enorme di denaro. Ma se il pubblico inizia un po' a calare questo si ripercuote negativamente su tutto."

Mentre il musical ha anche aiutato Kerry Ellis a diventare una stella, May ammette che ci potrebbe essere un altro progetto in cantiere con il co-autore Ben Elton.

...continua

(Fonte: www.brianmay.com)

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