Brian May: tra musica e politica vince l’ottimismo

 
All’indomani del risultato elettorale in Gran Bretagna, Brian May dice: “Il primo ministro Theresa May dovrebbe essere nel panico perché il risultato a sorpresa che si è avuto nelle urne la scorsa settimana si è rivelato un disastro per il partito conservatore.”

Durante la campagna elettorale, voluta dalla stessa Theresa May, sono stati molti i personaggi del mondo della musica accorsi per sostenere il leader dell'opposizione Jeremy Corbyn. Anche Brian May non ha nascosto fin da subito i propri risentimenti per l’attuale Primo Ministro britannico rea, tra le tante accuse, di voler ripristinare la caccia alla volpe, una tradizione che il chitarrista dei Queen combatte strenuamente ormai da diversi anni.

Ma le critiche nei confronti della May riguardano anche la sfera politica. La sua capacità di condurre i negoziati per la Brexit è stato messa in discussione da più parti. Brian May da parte sua ritiene che l’omonima Theresa non sia adatta per questo difficile compito, un concetto che voluto ribadire anche al sito Yahoo al quale ha rilasciato alcune dichiarazioni in occasione della pubblicazione del suo nuovo singolo, Panic Attack, realizzato con Kerry Ellis e tratto dal loro nuovo album, Golden Days.

Alla domanda se ritiene che Theresa May dovrebbe essere preoccupata dopo gli eventi della scorsa settimana, ha risposto:

“Ho pensato che l'idea di mettere il paese in campagna elettorale solo per un tornaconto personale è stato qualcosa di vergognoso. Non riesco a immaginare qualcuno meno adatto di Theresa May per lo svolgimento delle delicate trattative per far uscire il Regno Unito dall'Europa. Su questo posso dire di non essere d’accordo comunque. Lasciare l’Unione Europea penso sia una delle cose più stupide che abbiamo mai fatto, e non credo che possa essere fatto senza danni catastrofici per il nostro paese.” 

E poi ha aggiunto:

“Sono felice di dire che lei non è sia una mia parente”.

Ma anche se Brian ritiene che Theresa debba essere nel panico dopo il voto espresso dagli inglesi, spiega che il nuovo singolo non ha nulla a che vedere con il Primo Ministro e l’attuale situazione politica inglese. A Yahoo ha spiegato che l'ispirazione dietro la canzone è propria esperienza personale:

“La canzone è tratta dalla mia vita. L'ho scritta come un’esperienza di prima mano. Fin da quando ero un ragazzino, la mia mente è sempre stata in uno stato di delicato equilibrio. Le emozioni mi colpiscono intensamente e questo le rende di non facile gestione. La canzone offre un punto di vista ottimista. In un certo senso è la mia terapia e spero che possa offrire aiuto ad altre persone che hanno esperienza di questo fenomeno spaventoso. Ho sempre pensato che sia importante condividere queste cose. In caso contrario, in preda a sentimenti incontrollabili, le persone possono sentirsi molto sole. E' sano portare queste cose allo scoperto.”

Brian ha anche spiegato quanto sia stato piacevole lavorare con Kerry Ellis, anche se si tratta di un’esperienza molto diversa rispetto a quando scriveva musica assieme a Freddie Mercury:

“In generale, come con Freddie, il mio modo di scrivere canzoni è diretto verso la creazione di qualcosa di congruo con chi dovrà cantare. Ma in questo caso ho comunicato le mie emozioni e su questa traccia Kerry ha fatto un ottimo lavoro interpretativo.”

Golden Days, il loro secondo album insieme è stato pubblicato lo scorso Aprile, ma attualmente Brian è impegnato con le fasi finali delle prove in vista dell’inizio del tour mondiale con i Queen + Adam Lambert. Nonostante i tanti impegni, anche extra musicali, Brian ha un metodo per non perdere le idee per delle nuove canzoni. Ancora a proposito di Panic Attack ha spiegato:

“Stavo facendo un controllo del suono durante l'ultimo tour n Europa dei Queen + Adam Lambert. Quasi senza pensare, ho iniziato a martellare sulla chitarra acustica che stavo sistemando e intanto canticchiavo una bozza di testo. Mi sono venuti in mente una serie di pensieri e li ho cantati registrandoli sul mio iPhone, che è poi il modo che uso da sempre, anche se ovviamente un tempo invece di uno smartphone utilizzavo un registratore.”





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