Intervista a Brian May e Denis Pellerin sul Tate del 17 Ottobre 2014


Il chitarrista dei Queen Brian May, nonché astrofisico di fama, ha messo a disposizione una parte della sua collezione di fotografie stereoscopiche di epoca vittoriana per una nuova mostra presso la Tate Britain che durerà per i prossimi sei mesi. Abbiamo parlato con lui e con il collaboratore Denis Pellerin a proposito delle connessioni che hanno scoperto con i famosi dipinti da cui le cards traggono diretta ispirazione.

Brian May: “Questa è una passione che risale alla mia infanzia. La Weetabix aveva l'abitudine di regalare nelle confezioni di cereali delle cards stereo. Erano dei pacchetti nei quali potevi trovare queste cartoline con due immagini identiche affiancate e a prima vista poteva sembrare una cosa piuttosto piatta e noiosa. Ma poi, se le osservavi attraverso un visore stereoscopico, tutto prendeva improvvisamente vita. Così ho iniziato a chiedermi che senso aveva perdere del tempo con le foto in due dimensioni quando esisteva la possibilità di averle in tre dimensioni?!”

Come è nata l'idea per la mostra alla Tate Britain?

Denis Pellerin: “Sono sempre stato interessato alla pittura vittoriana e alla fotografia. Un giorno ho letto qualcosa a proposito di un quadro intitolato Chatterton di Henry Wallis del 1856 e di cui qualcuno aveva fatto una fotografia stereoscopica. Così ho iniziato a cercare altri esempi simili e mi ci sono voluti sei anni, ma alla fine ne ho trovate ben 92.”

La mostra espone alcuni dei dipinti originali insieme alle foto stereoscopiche basate su di essi. Come cambierà il modo di guardare a questi dipinti una volta che la gente avrà visitato la Tate?

DP: “Penso che darà modo alle persone di rendersi conto che i fotografi stavano seguendo quello che stava succedendo nel mondo dell'arte di quel periodo. Poche persone potevano permettersi di acquistare un dipinto originale, ma le cards stereo erano abbastanza economiche. Erano un modo di diffondere la cultura vittoriana.”

BM: “Guardarle mi fa sentire quasi come se fossi io stesso un vittoriano, riesco a percepirne la loro sensibilità e penso che un sacco di gente si sentirà in quel modo. Il mondo intero oggi può guardare questo tipo di immagini. La stereoscopia vittoriana invece è l'esatto contrario. Siete invitati a entrare e studiare come in un'immagine c'è tutto un mondo di dettagli su cui è possibile soffermarsi. Penso che in questo modo esse corrispondano in modo sorprendente ai dipinti che rappresentano.”

Negli ultimi anni, i film in 3D sono diventati di nuovo popolari. Usano tecniche simili alle fotografie stereo vittoriane?

BM: “Sì, in un certo senso non c'è nulla di nuovo. Quasi tutto ciò che può essere fatto con le immagini stereoscopiche era stato fatto a circa metà Ottocento. E' qualcosa di stupefacente: più si entra nel mondo della stereoscopia vittoriana e più ti rendi conto che le persone dell'epoca erano incredibilmente intelligenti. Per me è una rivendicazione dell'idea che non ci dovrebbe essere una demarcazione tra scienza e arte. Un sacco della mia vita è basata sulla riscoperta del fatto che la scienza e l'arte devono essere apprezzate assieme, altrimenti ci si perde un sacco di bellezza della natura e della creazione.”

(Fonte: www.tate.org.uk | www.brianmay.com)


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