Queen: la recensione di Absolute Greatest

Spesso i fans si sentono vittime dei propri artisti preferiti e delle case discografiche che, piuttosto che puntare su prodotti nuovi, magari aprendo i famigerati archivi, preferiscono affidarsi ai grandi classici, pezzi divenuti senza tempo e quindi sempre buoni per scalare le classifiche e rimpinguare i vari conti in banca senza troppo sforzo. Nel 1991, quando sembrava chiaro che i Queen non sarebbero più esistiti (e per fortuna le cose sono andate diversamente), ho iniziato a raccogliere tutti gli articoli che riguardavano la band e il tratto comune a molti era proprio l'idea che da quel momento in poi il mercato, e quindi anche i nostri scaffali, sarebbero stati inondati di raccolte sempre più simili a veri e propri tentativi di riciclo. Al di là della pubblicazione postuma di Made in Heaven, dei vari live e dei progetti a firma Queen+, non si può dire che il vaticinio giornalistico non abbia poi trovato conferma. Oltre alla triplice raccolta Greatest Hits, abbiamo avuto la Platinum Collection, i Deep Cuts, altre raccolte uscite magari solo per alcuni paesi e Absolute Greatest che nel 2009 ha rappresentato una sorta di chiusura del cerchio della memorabile collaborazione tra i Queen e la storica casa discografica, la EMI, oggi divenuta etichetta satellite della Universal, di cui la stessa band fa ormai parte da circa tre anni.


Si tratta, senza tanti giri di parole, di una sorta di distillato delle precedenti raccolte, un tentativo di spremitura della Platinum tanto per capirci. La tracklist ripercorre la carriera dei Queen letteralmente per sommi capi, puntando sui primi posti in classifica e omettendo autentici capolavori. Un album da viaggio in autostrada, di quelli che puoi trovare in autogrill durante l'ennesima pausa caffé e che acquisti per pochi euro nella speranza che ti tenga sveglio quando, scavalcato per l'ennesima volta l'orizzonte, dovrai vedertela con un tir da dodici ruote che magari ha deciso di fare un sorpasso azzardato e tu, in quel momento, vorrai essere maledettamente lucido. Eppure, sebbene per molti fans generi ormai un insostenibile prurito acquistare album con su scritto “Radio Ga Ga”, Absolute Greatest è una raccolta sorprendente, non solo per la scelta dei brani (sui quali comunque non mi dilungherò più di tanto, anzi eviterò di citarli tanto, io e voi, sappiamo quali sono le hits no?!) ma anche e sopratutto per la qualità del prodotto, realizzato in tre comode edizioni: single cd, double cd e book. Ed è su quest'ultima che voglio puntare la mia attenzione, nella speranza come sempre di attirare anche la vostra, perché magari questa particolare release ve la siete persi tra uno sbuffo e l'altro di delusione per la mancanza di pezzi inediti.

Absolute è arrivato sulla mia scrivania due volte, la prima nell'edizione cd, acquistata più per “dovere da fan” che non per reale desiderio o necessità (incredibile a dirsi ma talvolta so ammettere anche i miei limiti e l'impossibilità di resistere a un album dei Queen, qualunque esso sia, è uno di questi miei cari, per dirla alla Freddie). La seconda volta pochi giorni fa durante una mattina di caldo precoce e asfissiante, uno di quei momenti in cui la ricerca di un luogo fresco dove godersi il sabato ti fa avere un'intuizione capace di mettere al loro posto un po' di cose. Nel mio caso la folgorazione è stata l'idea, in quel momento giudicata insensata, di entrare nell'unico negozio di dischi rimasto in città, una di quelle cose divenute talmente rare che quando ti ci imbatti, tiri dritto convinto che la cervicale arroventata ti stia giocando un brutto scherzo in combutta con quel gran bastardo che è il trascorrere del tempo. E invece no, il negozio esiste e resiste per davvero ed entrarci è puro godimento, come quella limonata gelata che vorreste mandar giù quando vi capita di prendere lo svincolo sbagliato e in men che non si dica vi ritrovate in pieno deserto del sahara. L'intenzione era di perderci almeno un ora rovistando tra gli espositori di cd e vinili al piano terra per poi arrampicarmi per la piccola scaletta che conduce nel reparto fumetti e memorabilia. Ma i piani studiati a tavolino sono destinati a fallire quando c'è di mezzo la musica, specie se proprio sulla mensola piazzata vicino al registratore di cassa fa bella mostra di sé l'edizione book del nostro Absolute Greatest. Che diamine hanno portato qui il paese dei balocchi senza nemmeno organizzare una parata nelle vie del centro? Il gioco di sguardi è ovviamente immediato: io che guardo l'album con la sua splendida copertina anni '70, il titolare che guarda me speranzoso di tirare via la polvere dal cassetto degli euro e in sottofondo i successi dei Queen che mi seducono come una sirena che fluttua tra i marosi del mio desiderio di fan. L'acquisto si consuma come una notte d'amore tra un marinaio in partenza e la sua bella senza nome, ma il piacere è per me ben più lungo perché non c'è niente di meglio che tornare a casa a piedi attraversando mezza città tenendo in bella mostra un'immagine dei Queen che tutti immancabilmente osservano con una certa invidia.

Trattandosi di un vero e proprio libro, appena torno a casa lo tratto come tale e io ho il mio metodo per affrontarli questi mirabolanti oggetti, sapete? Dopo averlo scartato faccio scorrere le pagine per gustare (avete capito bene, non fate quelle facce) il profumo degli inchiostri e della colla. Alzi la mano chi non fa la stessa cosa e ne alzi due chi non fa spesso dipendere l'acquisto di un libro proprio da queste percezioni olfattive, oltre che dalla copertina e dal contenuto, si capisce. Il secondo passo consiste nello sfogliare le pagine, per avere un primo sguardo d'insieme di tutti i contenuti, per poi soffermarmi su ogni aspetto. Alla fine non posso che dare una valutazione positiva, anzi direi entusiasta di questo prodotto, tra i più belli pubblicati a nome Queen, già a partire dalla splendida foto di copertina che una volta tanto rende giustizia agli anni Settanta della band. All'interno trovano spazio, sia all'inizio che alla fine del volume, dei collage che mettono assieme la maggior parte delle cover dei 45 giri pubblicati nel corso degli anni. È una bella raccolta che fa venire letteralmente l'acquolina in bocca, ovvero la voglia di possedere tutti i singoli usciti con i vari album. Io ne possiedo alcuni e devo dire che sono un bel modo di dare sfogo al lato collezionistico che in fondo ogni fans ha in sé. Su ebay è facile trovare qualche buona occasione, per cui pensateci ragazzi.

Il resto del libro raccoglie i testi dei brani, sia stampati che scritti a mano, che compongono la raccolta, il tutto impreziosito da foto di grande qualità che raccontano la storia dei Queen. Ci sono immagini divenute ormai classiche, ma anche qualche scatto più raro. Naturalmente l'aspetto più coinvolgente sono proprio i testi originali, perché avere di fronte a se i fogli su cui Brian, John, Roger e Freddie hanno scritto parole divenute per noi fonte di gioia è sempre entusiasmante. Si ha la sensazione di toccare con mano un pezzo di storia dei Queen e tutto assume un significato particolare, soprattutto le sbavature della penna, le cancellature, i ripensamenti su un singolo verso. Talvolta ci si dimentica che dietro la scrittura di una canzone possono esserci state mille varianti, infinite discussioni e dubbi. Ammirare i testi originali riporta alla luce tutta questa sorta in “background”, uno sfondo creativo che solitamente resta nel segreto degli studi di registrazione o delle camere d'albergo dove la band ha trascorso la vita in tour. Poter vedere tutto questo significa fare un giro privilegiato nella storia dei Queen, una cosa non da poco, vi pare? Io poi che sono uno che da sempre ha a cuore la bellezza dei dischi anche come oggetti in sé, non posso che consigliare questo Absolute Greatest in formato book: la qualità generale è notevole, le pagine sono stampate su carta patinata (nessun rischio, quindi, che gli acidi contenuti nell'inchiostro ne possano danneggiare il contenuto col passare del tempo) e in più avrete con voi due cd: la raccolta vera e propria in uno, i commenti canzone per canzone di Brian e Roger nell'altro. Quindi diffidate da chi contesta tutte le volte quanto realizzato dalla Queen Production. Esistono prodotti di qualità e di autentico interesse, che non devono mancare nelle vostre collezioni. Absolute Greates rientra certamente in questa categoria. Da notare infine che con l'uscita dell'album vennero realizzate un paio di iniziative collaterali molto interessanti: inserendo il cd con i commenti di Brian e Roger in un computer era possibile collegarsi a dei video live piuttosto rari; venne inoltre creata una web radio che, connettendosi in modalità wi-fi alla rete, trasformava l'apparecchio in una sorta di juke-box queenico.


@Last_Horizon