Intervista a Roger Taylor su Toute La Colture del 15 Novembre 2013

Roger Taylor è il batterista e membro fondatore dei Queen, con all'attivo 330 milioni di album venduti, detentori del primato di album più venduto di tutti i tempi nel Regno Unito ,il Greatest Hits del 1981! Il musicista è anche autore di alcuni dei successi più memorabili del gruppo, tra cui ricordiamo Radio Gaga, A Kind Of Magic, Days Of Our Lives, ma è anche il primo dei quattro ad aver intrapreso una carriera solsita e poi la creazione di un altro gruppo, i The Cross. Roger ha recentemente pubblicato il suo quinto album solista, intitolato Fun On Earth, e ha riproposto il suo intero catalogo e, nel frattempo, lavora alla preparazione di un film sulla vita di Freddie Mercury.

Roger, questo per voi è un periodo ricco di notizie. Nel tuo nuovo album c'è una canzone politica intitolata The Unblinking Eye. Ce ne vuoi parlare?
“L'ho scritto nel 2009 e parla dell'impegno del mio paese nella guerra in Iraq, una cosa che mi ha fatto letteralmente ribollente. Questa è una canzone sull'incapacità delle persone di affrontare i leader stupidi. All'epoca ci fu una marcia di due milioni di persone nelle strade di Londra per dire no a questa guerra e i nostri leader non se ne fregarono un cazzo! Invece di affrontare temi come aumento parossistico della povertà che affligge il paese, continuano a colpire le libertà individuali e adesso il governo è impegnato in una guerra costosa, economicamente e umanamente, oltre che immorale.”



Spesso nei tuoi album solisti scrivi testi impegnati. Dei Queen invece si dice che fossero una band da intrattenimento, assolutamente apolitica.
“Sì, è vero, abbiamo rifiutato, come collettivo, di proporre messaggi politici ed è uno dei motivi che mi hanno spinto a fare i miei album, per esprimere più in profondità i miei sentimenti e avere questa libertà di espressione personale, senza avere qualcuno del gruppo alle spalla che mi dicesse: 'Dovresti cambiare questa frase o questo accordo, suonerebbe meglio!'”

Quindi gli altri membri del gruppo hanno rifiutato le tue canzoni politiche?
“No, questo non è mai successo perché non ho mai avuto il coraggio di proporle!”

Ci sono solo tre brani impegni nell'intera produzione dei Queen: White Man, One Vision e Innuendo e questi ultimi due sono delle creazioni collettive, che coincidenza!
“Sì, ma per essere preciso, ho scritto il testo della canzone Innuendo con il contributo Freddie: il titolo parla del nostro impegno senza fine contro il razzismo, la superstizione e il fanatismo religioso, tutte idee nocive che fioriscono così bene in questi giorni. Per One Vision, invece, sono stato ispirato dal famoso discorso di Martin Luther King. L'ho scritto dopo la nostra partecipazione al Live Aid preda dall'entusiasmo per quel meraviglioso evento creato da Bob Geldof.”

Il tuo secondo album solista conteneva la title track Strano Frontier, che sembra molto ispirata a Springsteen e parla della Guerra Fredda: 'Prendete i vostri figli mentre c'è ancora tempo / ma non hanno un posto dove andare....'.
“Può sembrare datata oggi, ma la minaccia nucleare era molto spaventosa in quegli anni e dolorosamente mi ha ricordato di un altro tempo, quando ero un ragazzino durante la cosiddetta crisi della Baia dei Porci tra Kennedy e Krusciov. Ci siamo allenati a nasconderci sotto il tavolo il più rapidamente possibile in caso di allarme nucleare, che angoscia! (Roger si riferisce al posizionamento di missili nucleari da parte della Russia nell'isola di Cuba, che rischiò di scatenare una rappresaglia da parte degli Stati Uniti, poi fortunatamente scongiurata, sebbene all'epoca si scoprì che gli States avevano tentato di destituire Fidel Castro con un'operazione segreta fallita, passata alla storia, appunto, come Baia dei Porci, ndt.) Ma in realtà l'intero album è stato scritto pensando alla minaccia atomica sopra le nostre teste.”

Il successivo album Happiness, con la canzone Dear Mr Murdoch parla invece del problema dei media in Gran Bretagna e del fatto che Freddie Mercury ammalato ha sofferto per le molestie dei paparazzi.

“E nulla è cambiato da allora. I nostri leader si rifiutano di approvare leggi a tutela della privacy, come invece hanno fatto in Francia. Preferiscono lasciare che la gente brutalizzati con immagini e articoli osceni.”


Inoltre su quell'album c'era la canzone Nazis 1994 che all'epoca suscitò parecchie polemiche.
“Parlare di neo-nazisti che negano l'Olocausto significava solo esprime il fatto che possiamo ritrovarceli sulla nostra loro strada. Ricordo chestavo guardando un documentario in TV che trattava dell'aumento di questo fenomeno in Germania e la rabbia che provai di fronte a quelle immagini ha poi generato la canzone, che scrissi nelle due ore che successive.”

Il singolo venne censurato dalla BBC e rimosso da negozi di dischi.
“Loro, ovviamente, avevano ricevuto minacce, ma credo che questo sia il giusto atteggiamento da adottare nei confronti di queste persone.”

Old Friend, sempre tratta da Happines è dedicato a Freddie, così come Where Are You Now di Electric Fire?
“Sì, ho sentito per quasi dieci anni dopo la sua morte, il peso della sua assenza e anche adesso, sebbene la cosa sia un po' mitigata. Eravamo molto vicini, amici, colleghi di lavoro, lui era il mio migliore amico e abbiamo riso un sacco insieme. In questa canzone evoco la sensazione di non avere una direzione da solo: 'Ho bisogno di un piano, di una direzione di volo/ Dimmi dove sei, perché ho bisogno di te."

Pensi che la tua generazione che ha vissuto la cosiddetta Swinging London fosse troppo libero?
“Troppo libera? Non si è mai troppo liberi! Quando ero un ragazzino, i miei genitori mi lasciano fare quello che mi piaceva, ma in un ambiente sicuro. Odiavo la scuola, ma la nostra educazione era buona e penso che non sia proprio così oggi. I computer a mio parere occupano troppo spazio nella vita dei bambini: essi tendono a sostituire col pc il contatto umano.”

Sempre su Electric Fire c'è questa canzone, Believe In Yourself. A cosa ti riferisci?
“Questo è un messaggio molto semplice per tutti noi: odiavo la scuola, e davvero ho pensato che non avrei mai fatto nulla in vita mia! Ma basta seguire i propri sogni, credere in se stessi per farcela, nulla di rivoluzionario.”

Eri sicuro che avreste avuto successo quando avete formato i Queen?
“Ero fiducioso e credevo nelle mie capacità come batterista e sul fatto che potevo cantare. Quanto a scrivere canzoni no, non avevo molta fiducia e ci ho messo un sacco di tempo e fatica prima scrivere. Il primo brano che ho proposto al gruppo erano davvero pessimo!”

Come ti sei sentito quando poi uno dei tuoi brani, Radio Gaga è diventato per la prima volta un grande successo?

“Naturalmente ho provato un immenso orgoglio! Freddie, come un fantastico designer, svolgeva un ruolo di primo piano nella scrittura dei pezzi di maggior successo del gruppo. Ma dovete sapere che eravamo veri amici e questo aveva la precedenza sulla gelosia, anche se abbiamo tutti e quattro caratteri del cazzo! Freddie mi ha costantemente incoraggiato a scrivere, come ha fatto con il nostro bassista John Deacon, che infatti ha poi scritto cose come Another One Bites the Dust e I Want To Break Free."


Alla fine, nella seconda parte della carriera della band, la sezione ritmica ha assunto un ruolo di primo piano in termini di risultati! A proposito della scrittura dei brani, nell'album The Miracle avete preso la decisione di accreditare collettivamente tutti i titoli.

“E' stata una iniziativa di Freddie, ed è stato fantastico! L'idea era quella di smettere di litigare su chi dovesse avere il proprio nome sui singoli. Credo che sia stata la scelta giusta in termini di qualità e su The Miracle, così come su Innuendo questo si nota.”

Tornando al tuo nuovo album, vuoi parlarci della canzone Fight Club?
“E' incentrata sull'osservazione un po' triste che l'esistenza di ogni essere, a causa della sua nascita, è legata ad un determinismo sociale da cui sarà difficile svincolarsi. Così canto un benvenuto nel club dove dovrai combattere nel tentativo di rimanere un uomo con dignità e rispetto.”

Sempre sul nuovo album, qual è il tema di Quality Street?
“Parla di aspirazione molto con i piedi per terra e del sogno di un lavoratore con una casa, una moglie, una macchina. Qualcosa che riempie la vita, l'universo mentale che non consente l'accesso ad un'altra dimensione. E contro ogni previsione, scopre un diamante che cambierà il corso della sua esistenza, ma manteniamo il mistero, dobbiamo ascoltare il brano!”

Il tuo attuale singolo Sunny Day, suona alla radio come un inno alla gioai! Ti ricordi il tuo primo shock musicale, il momento in cui ti sei detto: 'Questo è ciò che voglio fare'?
“Ah, sì! Lo ricordo molto precisamente! Avevo sette anni e "Rock Around The Clock" di Bill Haley andava in radio alla BBC, e fu un autentico schiaffo! Quella radio in quel momento era così conservatrice e per tutta la giornata trasmetteva solo Doris Day e Frank Sinatra, che mediocrità! E poi questa canzone arrivò a sconvolgere tutto e poi ci fu Elvis, un po 'più tardi. Sì, i tempi stavano cambiando, qualcosa sarebbe accaduto. Così mi sono detto: 'Voglio essere parte di questo cambiamento!'"

E il tuo processo creativo? Scrivi prima il testo o la musica?
“Dipende, varia a seconda dei casi!Con One Vision ad esempio ho scritto prima le parole che mi sono arrivate di notte come in sogno. A volte invece accade il contrario: trovo una bella progressione alla tastiera e poi adattato il testo e questo è accaduto per Be With You.”

Quali sono i tuoi gusti musicali attuali?
"Credo che, al giorno d'oggi, la musica sia troppo standardizzata. Per contro, c'è da dire che oggi le donne occupano più spazio nel panorama musicale, e questo mi piace. Apprezzo una band islandese chiamata Sigur Ros, adoro l'atmosfera onirica con cui mi riempie la loro musica.”

Hau un rapporto speciale con la Francia?
“La madre dei miei primi due figli è francese. Hanno ricevuto una buona educazione a casa, sono andati al liceo francese a Londra e sono stati studenti brillanti, sono molto orgoglioso di loro. Penso che il vostro sistema di istruzione sia meglio di quello inglese.”

Per promuovere il patrimonio musicale dei Queen, è stato creato un gruppo tributo, i Queen Extravaganza, che sta girando in Inghilterra. Riproducono alla perfezione le ricche armonie vocali che hai contribuito a scrivere con Brian e Freddie. Era facile per te suonare la batteria e cantare sul palco? Dovevi competere con Freddie?
“No, assolutamente! Eravamo in sintonia, eravamo una band.! Freddie era molto felice di essere vocalmente sostenuto da me e mi ha stimolato molto in questo senso. Era faticoso, ma mi è piaciuto molto! C'era un allineamento naturale tra di noi, è come se stessimo giocando al gatto col topo vocalmente!”

Perfetta definizione per ciò che facevate su molti pezzi dal vivo, penso a Action This Day e Somebody To Love dove addirittura cantavi la parte finale della canzone.
“E' stato improvvisato! E' successo quando Freddie era esaurito alla fine della canzone. Ho sentito che non poteva cantare ancora e così subentravo io. Devo dire che lui ci metteva tutta la sua anima quando cantava Somebody To Love, sembrava un po' autobiografico.”

Dopo l'uscita di Electric Fire e il conseguente tour, non hai più suonato dal vivo come solista. Sei rimasto della stessa idea oggi?
“Tutto dipenderà dall'accoglienza riservata a Fun On Earth. Nel 1998 sono stato infastidito dalla mancanza di successo dell'album, perché ero molto orgoglioso delle mie canzoni. Ecco perché ho impiegato tanto tempo per tirare fuori un album, ma se funziona bene farò un tour in Inghilterra e perché no, visiterò anche Parigi.”

Perché la vostra collaborazione con Paul Rodgers è finita?

“Nella nostra mente non era, come si immagina, un modo per sostituire Freddie, ma solo una collaborazione con un altro cantante. Il fatto è che Freddie era un grande fan di Paul, e i Free sono stata determinanti nella nostra scelta. Abbiamo suonato parecchio tra il 2005 e il 2008 ed è stato molto bello. Ma Paul è un cantante blues, e credo che l'interpretazione sul palco cose come I Want To Break Free gli pesasse! Ci siamo lasciati da amici e lui non esclude di poter fare qualcosa in futuro.”

Fonte: http://toutelaculture.com

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