Intervista a Roger Taylor sull'Indipendent.ie del 13 Dicembre 2013

Sarebbe bello poter dire che Roger Taylor ha solo ricordi positivi dello show che i Queen tennero nel 1986 a Slane Castle, ma non sarebbe vero. Come racconta lo stesso batterista: "Fu piuttosto complicato, da quello che ricordo. Voglio dire molto complicato. La dimensione della folla era incredibile. C'erano tanto fango e ubriachezza. Freddie fu costretto a fermare lo show ad un certo punto. La gente era lì da ore, disidratata e nervosa. Beh, è rock' n'roll, non è vero?"

Roger Taylor non è mai stato soltanto il batterista dei Queen, ma anche compositore e arrangiatore di talento e molti dei più grandi successi della band portano la sua firma, in particolare Radio Ga Ga e A Kind of Magic. Tuttavia, convincere il resto della band che la sua musica meritava di essere preso sul serio non è stato sempre facile. Freddie Mercury e gli altri membri del gruppo condividevano il pregiudizio contro i batteristi arroganti, buoni solo per suonare i loro tamburi:



"Avevano bisogno di essere persuasi. Bisognava far capire alla gente che i tamburi sono in realtà un vero e proprio strumento, in primo luogo. Sono, infatti, fottutamente molto più difficili da imparare rispetto ad altri strumenti.”

Quando ha scritto Radio Ga Ga, Taylor sospettata di avere tra le mani una potenziale super-hit. Ha suonato la melodia per il resto del gruppo e tutti sono rimasti seduti in silenzio. Stavano ascoltando uno dei brani che avrebbe di lì in poi definito i Queen per gli anni a venire.

"Ho pensato che fosse certamente una canzone di qualità. Sentivo che avevo fatto centro e Freddie in particolare ha capito subito che doveva essere il primo singolo del nuovo album. E' stato ipotizzato spesso che ci dedicassimo a scrivere dei singoli senza pensare all'album nel suo complesso, ma non è così. Abbiamo scritto l'intero album, poi abbiamo lavorato sui pezzi che dovevano diventare i singoli." (Qui Roger si riferisce ad una vecchia polemica giornalistica. Per anni la stampa ha accusato i Queen di essere una band da singole canzoni piuttosto che da album, quasi che fossero interessati a lanciare sul mercato i pezzi forti e utilizzare cose meno buone come riempitivi per ultimare i vari album. Chi li conosce sa che non è assolutamente così, n.d.t.).

Perché, 22 anni dopo la morte di Mercury per aids, Taylor (che di anni oggi ne ha 64) incontra la stampa? Perché ha appena pubblicato un album solista sfrenatamente pazzo e divertente, frutto di un decennio di lavoro. Con il cammeo di Jeff Beck (l'articolo originale riporta anche il nome di bob Geldof che, effettivamente, era annunciato ma che nel disco non è accreditato), Fun On Earth è più di una semplice lavoro fatto da una rock star che ha voglia di divertirsi ed merita certamente l'attenzione dei fans dei Queen. Tuttavia non sembra occupare gran parte del pensiero di Taylor questo pomeriggio. Si discute molto di più degli anni felici e gloriosi dei Queen.

"Sono molto orgoglioso del nostro stile o eredità o in qualsiasi altro modo la si possa chiamare. We Will Rock You, il musical, continua a stupirmi per quanto successo riesce ad ottenere. Ha attratto una nuova generazione di fan. Freddie lo avrebbe amato. Apprezzava molto questo genere di cose."

Mercury è morto il 24 novembre 1991. L' ultimo anno della sua vita è stato segnata da attività febbrili, tra cui le canzoni che hanno poi fatto parte dell'album postumo dei Queen, Made In Heaven:

"Fu un periodo di grande stress, ma da qualche parte trovammo la forza. Abbiamo tutti contribuito in qualche modo ad andare avanti. Il desiderio principale di Freddie era quello di continuare a lavorare. Ha mantenuto la sua mente lontana da quanto gli stava succedendo."

Uno dei frontman più iconici della storia del rock, Mercury è morto addolorando tutto il mondo. Ma con la sua scomparsa i Queen non hanno perso semplicemente un leader. Avevano perso un amico:

"Ci sono voluti circa cinque anni per accettare la sua morte Si impara a convivere con certe cose. Ognuno soffre a proprio modo la perdita nella propria vita di una persona cara. A noi manca ancora molto, naturalmente. All'epoca non credo che ci siamo resi conto di che frontman incredibile fosse. Con il passare degli anni lo abbiamo capito sempre di più. Non ci sono molti buoni frontman in giro. Dove sono? Non credo che le giovani band di oggi ne abbiano uno."

In aggiunta al suo carisma come cantante, Mercury era un istintivo pacificatore, dice Taylor. Era colui che appianava le divergenze tra i membri del gruppo. Senza di lui è lecito chiedersi se sarebbero durati per così tanto tempo:

"Freddie era capace molto più di noi di essere neutrale. Rispettavamo tutti le sue idee perché era un grande cantautore. Fu sua l'idea di pubblicare le canzoni accreditandole a tutti. In questo modo ci siamo sbarazzati di tutte le polemiche sui diritti d'autore. Fu una cosa fantastica, un concetto davvero democratico."

L'unica volta che le tensioni divennero davvero insostenibili fu quando alla band si unì un estreaneo, ovvero David Bowie che raggiunse i Queen in studio per collaborare a quella che sarebbe diventata Under Pressure. Anche se la canzone finale ha meritato lo sforzo che ci volle per realizzarla, è noto che tra i Queen e Bowie non mancarono le tensioni:

"Penso che ci fossero dei conflitti tra David e Brian. Erano coinvolte alcune persone piuttosto testarde direi."

La storia narra che i Queen erano in una fasa di stanca quando furono invitati da Bob Geldof a suonare al Live Aid nel 1985 allo stadio di Wembley. Con un'esibizione della durata di poco più di 15 minuti, hanno trasformato la storia della musica creando la performance più bella di sempre. In quel momento i Queen percepirono che stava accadendo qualcosa di davvero speciale:

"Stavamo attraversando un periodo un po' stanco. Il Live Aid ha avuto un effetto molto galvanizzante . Abbiamo avuto un'enorme rinascita dopo. Non ci aspettavamo che accadesse. Voglio dire, siamo saliti sul palco senza fare un soundcheck. Era giorno. La folla non era necessariamente il nostro pubblico. Ad un certo punto ho guardato la gente ho pensato 'Oh , sta andando bene' . Solo in seguito ci siamo resi conto che era andato molto bene."

I Queen hanno recentemente fatto notizia con l'attore Sacha Baron Cohen in uscita dal progetto relativo al biopic su Freddie Mercury. È stato suggerito che Taylor e May abbiano avuto avuto problemi con Baron Cohen, ritenendo che l'attore avrebbe fatto virare la pellicola verso la commedia. La verità , dice Taylor , è più complessa:

"Non credo che Freddie sia proprio difficile da interpretare. E' solo che, probabilmente, abbiamo avuto la persona sbagliata. Devo sottolineare che Brian ed io non siamo dei produttori. Siamo direttori musicali. Sto interferire il meno possibile nel progetto. Se lo chiedono, offriamo i nostri consigli e diciamo quello che pensiamo."

(Fonte: Indipendent.iel)


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