Queen, una notte a Rio de Janeiro


Nella storia dei Queen non c'è solo Wembley. Sembra strano doverlo ribadire, eppure ogni volta che arriva sul mercato un nuovo dvd live provo quasi un senso di liberazione, come se venisse resa giustizia ad una carriera fin troppo sottovalutata anche per colpa di scelte discografiche difficilmente condivisibili. Ovviamente mi riferisco al fatto che troppo spesso nel corso degli anni si è puntata l'attenzione sui soliti concerti, dimenticando eventi di dimensioni epocali come fu la doppia esibizione che i Queen tennero nel 1985 nell'ambito del Rock in Rio Festival, una kermesse capace di raccogliere folle oceaniche e nella quale Freddie, Brian, Roger e John hanno lasciato un segno indelebile. Paragonabile ad eventi come il Live Aid, l'esibizione di Rio segnò un punto di svolta, l'ennesimo, in una fase della storia del gruppo in cui i punti interrogativi abbondavano.



È strano come i Queen siano riusciti a dare il meglio di sé proprio in momenti nei quali i rapporti interni alla band avevano raggiunti i massimi livelli di rottura. Eppure il biennio 84/85 ci ha regalato un album come The Works ed esibizioni leggendarie come il Live Aid e, appunto, il Rock in Rio. Quest'ultimo ritorna sul mercato dopo aver fatto il suo esordio ormai lontano nel tempo su un supporto che i fans più giovani probabilmente non hanno nemmeno mai visto, le gloriose vhs! Ma adesso è giunto il tempo di ritornare su quel palco, anche se la scelta fatta dalla Queen Production e dalla Eagle non pare essere delle migliori. Il concerto, infatti, viene proposto in dvd nell'ambito di un cofanetto per il mercato nord americano (anche se è possibile ordinarlo via queenonline) contenente anche Wembley (!!!), Bowl On Fire e Montreal. Un vero peccato, perché Rio fa parte della storia della musica e non solo di quella dei Queen e meriterebbe un trattamento speciale. Non può di certo accontentarci un dvd che è un semplice riversamento del filmato originale in vhs, peraltro editato e quindi con una scaletta incompleta e, per giunta, senza nemmeno degli extra in grado di raccontare il Festival e i Queen di quel periodo. La speranza, quindi, è che questo sia solo il primo passo in attesa di un prodotto davvero di livello. Nel frattempo provo a raccontarvi qualcosa di quelle esibizioni perché in fondo la musica è una macchina del tempo e basta chiudere per un istante gli occhi per tornare al 1985....ecco il boato del pubblico si fa assordante mentre l'intro di Machines scuote le strutture del palco. Nel backstage i Queen attendono il segnale dei tecnici per raggiungere le proprie posizioni. Eccoli....Freddie è sul palco....i Queen stanno per conquistare Rio.

Il Festival cui presero parte i Queen nel 1985 fu la prima edizione di un evento musicale voluto dall'imprenditore Roberto Medina che anche grazie alle leggendarie esibizioni in America Latina degli stessi Queen aveva colto l'importanza per quei popoli della musica rock mondiale. Il cast selezionato per quello che poteva essere o un grande flop o un evento destinato ad entrare negli annali della musica vide assieme a Freddie e soci anche altri artisti eccezionali, come gli Yes, gli Scorpions, gli Iron Maiden, George Benson, AC/DC e Rod Stewart, cui vennero affiancate una serie di star locali a noi poco note ma che inevitabilmente accesero l'entusiasmo dei residenti. Ad assistere alle varie esibizioni giunsero infatti ben 1,4 milioni di persone per un totale di 10 giorni, numero eccezionali anche se paragonati ad eventi successivi e più collaudati. Mettere assieme tanti nomi importanti non è mai semplice e il badget rischia di andare rapidamente fuori controllo segnando la fine di ogni ambizione. Tuttavia Medina riuscì a mettere assieme uno staff talmente competente da rendere il Festival un evento ritornato in scena ciclicamente (1985, 1991 e 2001 in Brasile e poi a Lisbona negli anni 2004, 2006, 2008 e 2012 e una nuova edizione è in fase di allestimento).

I Queen salirono sul palco del Rock in Rio due volte, il 12 e il 19 Gennaio ed entrambe gli show vennero filmanti e trasmessi in diretta in tutto il Sud America da Rede Globo e a livello internazionale ogni concerti venne visto da non meno di 200 milioni di persone. Tra gli episodi più particolari accaduti durante i 10 giorni del Festival, tutti ricordano lo sfortunato incidente accaduto al cantante degli Iron Maiden Bruce Dickinson che andò a sbattere contro il manico di una chitarra procurandosi un taglio sulla fronte. Ma, nonostante il sangue e il dolore, Bruce (cantante a mio avviso straordinario che, tra l'altro, ha anche inciso una versione di Bohemian Rhapsody assieme a Montserrat Caballé) proseguì imperterrito la sua performance regalando emozioni.

Durante la fase organizzativa il tour management dei Queen, all'epoca guidato da Gerry Stickells, era riuscito a garantire alla band un compenso di ben 600.000 dollari che spinsero il gruppo ad impegnarsi per una doppia esibizione, da farsi a Barra de Tijuca, una sede costruita proprio per l'occasione. L'evento era perfetto anche per promuovere il Works Tour, incorso dall'anno prima e con il quale il gruppo stava portando in giro per il mondo uno show eccezionale dal punto di vista visivo e molto simile ad una sorta di greatest hits: in scaletta erano previsti brani anche molto vecchi, in modo da coprire l'intera carriera discografica della band senza dimenticare, ovviamente, gli ultimi successi come Radio Ga Ga e I Want To Break Free che, soprattutto in America Latina, aveva conquistato il pubblico perché visto come una sorta di inno per la libertà, perfetto per un periodo storico caratterizzato da dittature e turbolenze politiche spesso sfociate nel sangue. I Queen hanno sempre vantato un rapporto speciale con paesi come l'Argentina e il Brasile. Agli inizi degli anni '80 avevano riscosso successi eccezionali sia in termini di vendite che di affluenza ai loro concerti e anche in tempi più recenti il riscontro è stato davvero eccezionale. In quell'occasione i Queen si esibirono davanti a 250.000 spettatori (ma alcune fonti riportano la cifra di 325.000 a serata) il 12 Gennaio e lo stesso numero di presenze venne registrato anche per il secondo show, quello del 19.

Ad essere pubblicata in vhs fu gran parte della prima esibizione, purtroppo prima di molte canzoni ma non per questo meno emozionante. È difficile individuare il momento più bello, ma di certo assistere a una versione di Love Of My Life cantata interamente dal pubblico lascia a bocca aperta.
La scaletta completa, che ricalcava fedelmente quanto fatto nel Works Tour fino a quel momento, fu la seguente:

Machines (intro)*, Tear It Up, Tie Your Mother Down*, Under Pressure, Somebody To Love, Killer Queen, Seven Seas Of Rhye*, Keep Yourself Alive*, Liar*, It's A Hard Life*, Dragon Attack, Now I'm Here*, Is This The World We Created?*, Love Of My Life*, Guitar Solo*, Brighton Rock* (ending), Another One Bites The Dust, Mustapha (intro), Hammer To Fall*, Crazy Little Thing Called Love, Bohemian Rhapsody*, Radio Ga Ga*, I Want To Break Free*, Jailhouse Rock, We Will Rock You*, We Are The Champions*, God Save The Queen*.

(Con un asterisco ho indicato le canzoni presenti sul dvd/vhs).

Sebbene non sia un fan entusiasta di quel dato periodo storico dei Queen, soprattutto a causa di alcune scelte sonore troppo indirizzate verso l'elettronica e di un Freddie Mercury non in stato di grazia dal punto di vista vocale (ma imperdibile come sempre sul palco), le immagini che scorrono in vhs, e da oggi anche su dvd, non possono non ammaliare e lasciare esterrefatti, anche grazie alla folla oceanica di spettatori, autentici co-protagonisti del concerto. Nemmeno Freddie riuscì a restare impassibile di fronte ad un numero così enorme di persone e in qualche momento dimenticò alcune strofe (in Under Pressure e It's A Hard Life), salvo regalare emozioni e brividi in brani come Somebody To Love e Killer Queen, con la quale omaggio il Brasile cantando “Perfume came naturally from Rio”. Controversa invece fu l'esecuzione di I Want To Break Free. Come detto, il brano di John Deacon era stato adottato in America Latina come vero e proprio inno di libertà e non tutti tra il pubblico gradirono la scelta di Freddie di cantarla “indossando” un paio di tette finte e una parrucca. In realtà si trattava di una messa in scena tipica del Works Tour e l'intenzione dei Queen era semplicemente quella di proporre uno show identico a quelli fatti fino a quel momento. La stampa inglese ovviamente non perse occasione di sottolineare l'episodio e successivamente Bruce Dickinson rivelò di aver visto un Freddie in lacrime, shockato e meravigliato per l'incomprensione manifestata dal pubblico. Non so quanto questo episodio sia stato gonfiato dai giornali e ho il sospetto che il tutto sia stato opportunamente amplificato per sfruttare l'onda polemica risalente all'anno precedente e alle controverse esibizioni dei Queen in Sudafrica. A ben guardare i filmati infatti non pare essersi verificato nulla di così grave (i giornali parlarono addirittura di lancio di spazzatura all'indirizzo di Freddie!), salvo qualche fischio. Allo stesso modo non è possibile verificare l'autenticità delle dichiarazioni attribuite a Dickinson. Di certo però, dopo quell'episodio, Freddie evitò di travestirsi sul palco per il secondo spettacolo.

Impossibile poi non sottolineare il finale del concerto, quando Freddie appare sul palco con le spalle drappeggiate con la bandiera inglese, salvo poi voltarsi e mostrare al pubblico quella brasiliana scatenando, inevitabilmente, il tripudio della folla. Da ricordare anche un episodio accaduto dopo il primo concerto. Durante l'after show party organizzato dalla Emi a Copacabana Brian, reduce da un tuffo in piscina con tanto di vestiti indosso, viene informato che i fans si sono radunati sulla famosa spiaggia locale e, muniti di 1500 candele, hanno omaggiato la band disegnando nella notte il nome “Queen”. Il chitarrista vi si recò assieme alla figlia e decisero di mescolarsi alla gente e godersi lo spettacolo invece di partecipare alla festa

La vhs pubblicata a seguito dell'evento dura appena 60 minuti, esattamente come il dvd inserito in questo box di imminente realizzazione e l'auspicio è che tutto il materiale a disposizione, comprese le prove filmante per la tv brasiliana, possa trovare degna collocazione nelle nostre collezioni. Nuovi e vecchi fans meritano di poter godere di quegli eventi e i Queen stessi non possono perdere l'occasione di mostrare al mondo musicale di oggi ciò di cui erano capaci. Performance del genere non sono più possibili da parte di nessuno. I Queen erano unici e lo saranno per sempre.


@Last_Horizon