Intervista a Brian May sul Daily Mail 17 Ottobre 2013

Brian May ha l'aria stanca, ma non sorprende sorprende che sia così. Mentre altre rock star che hanno raggiunto i 60 anni si godono la pensione o pensano a pubblicare i classici best of, il chitarrista dei Queen continua a lavorare come un uomo posseduto da qualche demone che lo rende instancabile. Per il terzo giorno di fila si è dedicato alle sue molteplici attività fino alle 5 del mattino.

Si potrebbe dire che sono un po' ossessivo,” dice sottolineando la frase con un'alzata di spalle. ”Non sono una persona facile da vivere. Mia moglie è ancora sconcertata. Non riesce a capire perché trascorro tante ore a lavorare su questi strani progetti. Il problema è che ho troppe passioni”.

Il che è un eufemismo. Ma c'è ancora, naturalmente, la musica al primo posto. La notte prima di questa intervista Brian ha suonato sul palco di We Will Rock You, il musical dei Queen che sta sfidando i critici, che non lo hanno mai trattato troppo bene, celebrando il suo 12° anno nel West End e che ora è sbarcato negli States con un tour partito da Baltimora. Recentemente poi si è esibito a Las Vega in occasione dell'iHeart Radio Festival assieme a Roger Taylor, un evento che si dice sia stato visto da un miliardo di telespettatori in tutto il mondo. Ma non finisce qui, perché Brian sta anche cercando di fare un film sul suo compianto amico e frontman dei Queen Freddie Mercury.



E poi ci sono i tassi. Grazie alla sua passione per la fauna selvatica della Gran Bretagna ha trovato se stesso diventando un'attivista politico in favore degli animali, nonostante il suo carattere non conflittuale, ed è rapidamente divenuto una figura di spicco e di riferimento per le migliaia di persone che non credono che i tassi e altri animali selvatici debbano essere abbattuti.

E l'astronomia: qualche anno fa ha concluso il proprio dottorato di ricerca in astrofisica che aveva iniziato più di tre decenni fa presso l'Imperial College di Londra, poco prima di fare la scelta di mettere la musica al primo posto. Ha scritto due libri sull'argomento ed è esecutore delle volontà del suo buon amico Sir Patrick Moore, oltre ad essere il responsabile del lavoro di archiviazione del materiale di ricerca appartenuta al defunto astronomo, per anni protagonista del fortunato show televisivo Sky At Night. E proprio per questo programma, Brian ha aperto una petizione affinché la BBC non lo cancelli, nonostante la già confermata intenzione di abbandonarla a partire dal prossimo dicembre.

Infine, tra le mille attività del chitarrista, non ci si può dimenticare di qualcosa di completamente particolare e inusuale. Brian ha prodotto un libro con alcune delle immagini più strane che vi capiterà mai di vedere. Sono le Diableries, macabre raffigurazioni in 3D dell'inferno, così come è stato immaginato da diversi artisti, sia francesci che inglesi attorno al 1860 e che, a dispetto del tema terrificante, sono divenute altamente collezionabili. Brian ha progettato il libro collaborando con due specialisti di Diableries per raccontare le storie dietro le immagini. E' stato un lavoro fatto davvero con amore che ha riportato Brian indietro nel tempo, a quando ancora ragazzino collezionava queste immagini grazie alle confezioni di cereali Weetabix. Ovviamente all'epoca si trattava di figurine ben più adatte alla tavola e ritraevano soprattutto gli eroi e gli eventi sportivi più importanti. Brian, racconta, ne fu subito conquistato:

Sembrava magia e la magia non mi ha mai lasciato,“ dice. “Sono rimasto affascinato da ciò che il 3D poteva fare rispetto alle piatte fotografie normali. E' come camminare attraverso una finestra sul mondo. E' una passione che mi ha conquistato e non è mai andato via”.

Brian spiega di aver trovato le sue prime diablerie al mercato di Portobello a Londra:

E' stato qualcosa di così misterioso ed eccitante che ne sono rimasto folgorato”.

Si ferma un istante e chiede di farmi una foto con la sua macchina fotografica 3D. Ha migliaia di immagini fatte a quel modo dei Queen e di Freddie Mercury. Brian parla con forza delle sue passioni, ma nel suo modo di essere è una persona sorprendentemente mite e modesta. E' sicuramente la rock star più delicata e dolce nel modo di parlare che io abbia mai incontrato. E mentre altre rock star passavano il loro tempo in tour a provare ogni tipo di droga, lui andava in cerca di immagini stereoscopiche:

Ho preso la decisione molto presto quando le persone stavano facendo uso di droghe intorno a me e ho capito che non facevano per me. Ho capito di avere una salute abbastanza delicata e volevo mantenere il mio cervello puro. Ho attraversato il periodo psichedelico con la mente lucida e non me ne sono mai pentito”.

Inoltre il chitarrista aveva ossessioni più fruttuose che lo hanno portato ad avere una delle più grandi collezioni di diableries del mondo. Ma il lavoro più duro è iniziato una volta che ha deciso di mettere insieme questo libro. Molte delle cards si erano danneggiate nel corso degli anni e così è stato necessario sottoporle a un processo di restauro.

Sono un po' pazzo”, ammette. “Ma io amo fare questa roba“ E mentre lo dice accarezza una copia del suo libro con evidente soddisfazione".

Il suo telefono squilla, è la moglie Anita Dobson. Si organizzano per vedersi attorno alla mezzanotte nella loro casa situata ad ovest di Londra, quando avranno entrambi finito le loro varie attività della giornata. La loro vita di coppia dura da quasi 30 anni ormai e tutto è iniziato con un incontro ad una festa, quando Brian era ancora sposato e con tre bambini piccoli. Nel ricordare la fase della rottura con la prima moglie, Brian abbassa lo sguardo con tristezza: “Il divorzio è difficile, soprattutto quando sono coinvolti dei bambini coinvolti”.

La loro relazione è stata talvolta dura ma sono ormai sposati da 13 anni fa e il coinvolgimento che li unisce è rimasto immutato, “Anche se lei si chiede perché trascorro 25 ore al giorno a lavorare su tutti i miei progetti”, commenta Brian. E del resto non si può davvero biasimarla. Lui ha 66 anni, è anche diventato nonno ma pare non abbia mai pensato di rallentare i propri ritmi:

'”Sto ancora inseguendo i miei sogni”, dice sorridendo. “Io penso a rallentare e ne parlo anche, ma non accade mai perché c'è così tanto da fare e mi piace tutto quello che faccio. Anche il problema dei tassi, che è doloroso e conflittuale, una cosa che non va affatto bene per me, mi piace comunque per le piccole vittorie che riusciamo ad ottenere”.

Ah, i tassi. Prima di iniziare questa intervista mi avevano avvertito che Brian poteva essere riluttante a parlarne perché troppo sconvolto dalle recenti soppressioni, giustificate dal fatto che si ritiene siano animali portatori della tubercolosi bovina. Ma è una passione che ovviamente non può smettere di vivere. “A questa età è difficile mantenere alti i livelli di energia, ma dopo aver speso un sacco del mio tempo nella campagna in difesa degli animali è qualcosa a cui non potrei mai rinunciare” dice. E questo nonostante abbia ricevuto messaggi di autentico odio e addirittura minacce di morte:

Sono riuscito a farmi un sacco di amici, ma anche un sacco di nemici. Ci sono tante persone là fuori che cercano disperatamente di aggrapparsi al loro presunto diritto di abusare delle creature più indifese. Ho ricevuto tanto odio e minacce. Non ho coinvolto la polizia, ma tengo un registro di tutto e i miei avvocati hanno una bella collezione di materiale su cui lavorare. Personalmente preferisco continuare a muoversi e a lavorare sugli elementi positivo delle cose. Avrei preferito non intervenire, ma a volte è inevitabile. Lavorare per questi animali è difficile, è come essere in guerra tutti i giorni della tua vita, non sapendo da dove il prossimo proiettile potrà arrivare”.

Politicamente Brian si è sempre considerato un conservatore, ma ora si sente completamente disilluso rispetto alla democrazia britannica. “Ho passato un sacco di tempo in Parlamento e sono rimasto allibito nel vedere come la democrazia si svolge tutti i giorni”, dice. “E' sconvolgente vedere quanto poco potere le persone normali hanno. Abbiamo portato avanti una petizione sul sito del governo con 100.000 firme che dà diritto ad avere in Parlamento un dibattito sul tema. Abbiamo avuto il dibattito, ha vinto la nostra posizione e abbiamo sconfitto il governo, ma questo non ha fatto alcuna differenza. Hai questa illusione che le persone possono partecipare alla democrazia, ma in realtà questo non porta a nulla”. Sembra depresso mentre parla e scuote il capo sconsolato.

Ma ce la faremo”, aggiunge poi a bassa voce. “Deve essere sembrato impossibile nei giorni di William Wilberforce con la lotta per l'abolizione della schiavitù o con la battaglia delle donne per ottenere il diritto al voto. Esattamente le stesse forze che oggi abbiamo noi contro erano all'epoca schierate contro di loro, ma alla fine è chiaro che cosa sia giusto e cosa invece è sbagliato. Dovrebbe essere un dato di fatto che qualsiasi creatura o essere umano privo di difesa meriti di essere trattata decentemente “.

Nella propria tenuta Brian ha creato un centro di soccorso per animali selvatici, ma il proprio affetto riguarda ovviamente anche le persone, come nel caso del compianto Patrick Moore al quale ha acquistato la casa dopo che l'astronomo ha vissuto notevoli difficoltà finanziarie. Brian confessa che l'amico gli manca ancora molto:

E' strano non averlo attorno. E' stato come uno zio benevolo che ho amato. E' stato molto stimolante per me quando ero piccolo e quando poi è diventato anziano l'ho visto come una persona bisognosa di cure e attenzioni. Insieme con altri amici sono stato felice di garantirgli la possibilità di restare nella propria casa, circondato dalle sue cose. Era un uomo assurdamente generoso e ha dato tutto il suo denaro a chi ne aveva più bisogno. Ogni volta che un ragazzo gli scriveva per dirgli 'Voglio fare l'astronomo ma non ho soldi', Patrick gli spediva il denaro necessario all'acquisto di un telescopio o per iscriversi all'università. Era un uomo straordinario, ma la cosa triste è che alcune persone hanno approfittato di lui. Alla fine si è ritrovato a non avere più nulla. Così ci siamo presi cura di lui, perché la nazione gli dà il titolo di cavaliere ma poi non si preoccupa delle sue sorti. Se non avessimo comprato la sua casa sarebbe stata una tragedia. Tutti i libri che ha scritto nei suoi ultimi anni non sarebbe mai stati pubblicati. Era un tesoro nazionale, ma la nazione non ha davvero saputo apprezzarlo. Sarebbe stato bello trasformare la sua abitazione in un museo, ma tutti mi hanno detto che non sarebbe stato molto pratico e l'ultima cosa che lo stesso Patrick avrebbe voluto era di lasciarci qualcosa che non non poteva funzionare”.

Così Brian ha deciso di lavorare con il Museo delle Scienze per creare una mostra permanente dedicata al lavoro di Moore.

Un altro caro amico di cui sente la mancanza è ovviamente Freddie Mercury, morto nel 1991, seguito purtroppo a breve distanza dal padre di Brian, che a quel punto era così sconvolto tanto da aver contemplato il suicidio, fortunatamente evitato dopo aver scelto di affidarsi alle cure di una clinica specializzata. Oggi è una persona molto più forte, ma in lui alberga ancora una grande fragilità:

Freddie è ancora parte della mia vita ogni giorno. Lui è sempre parte del mio lavoro. La sensazione è che lui è ancora qui attorno”. Questa è una ragione per cui Brian è determinato a realizzare un biopic su Mercury nel miglior modo possibile. Ci sono state molte voci sulle difficoltà dovute alla scelta di far interpretare il film a Sacha Baron Cohen. Ma Brian, che è uno dei produttori del film, dice che semplicemente hanno ritenuto di dover ripartire da capo perché Baron Cohen è troppo conosciuto:

Ora abbiamo un nuovo regista e credo che abbiamo trovato il nostro perfetto Freddie. E' un attore emergente, non un volto incredibilmente ben noto, il che è un bene perché vogliamo che il Freddie sullo schermo possa essere creduto. Non vogliamo che le persone siano distratte da un volto famoso. Questo è ciò che non andava con Sacha. Abbiamo una quantità enorme di rispetto per lui, ma alla fine ci siamo resi conto che non avrebbe funzionato, perché le persone avrebbero visto Sacha Baron Cohen sullo schermo piuttosto che Freddie Mercury. Questo è diventato evidente per noi quando lo abbiamo visto in Les Miserables e Hugo. E' stata dura dirgli di no, davvero difficile, perché aveva grande entusiasmo. Rimane un buon amico per noi. Ma, dolorosamente, abbiamo pensato che dovevamo stringere i denti e fare questa scelta”.


Ci sono un sacco di incontri in corso per cercare di realizzare il film. Nel frattempo Brian ha lanciato il tour americano di We Will Rock You e promuove il suo libro Diableries. Alla fine chiedo a Brian come riesce a fare tutto quanto. Allora lui sbadiglia e dice: “Io non dormo mai,” e sfodera un sorriso da duro.

(Fonte: Daily Mail - BrianMay.Com)

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