Contro le tribute band (ad alto contenuto polemico!)

Con un titolo così provocatorio corro il serio rischio di essere inondando da fischi e insulti di vario genere. Confesso di averci pensato su per parecchio tempo e mi sono chiesto se fosse opportuno toccare un tema così caro a tanti fans. A volte si ha la tentazione di essere “politicamente corretti”. Per mia fortuna sono un portatore sano di idee che, detto in altri termini, significa che laddove qualcuno vede correttezza io ci leggo ipocrisia. Perciò seguitemi, se ne avete voglia, in questo nuovo capitolo del blog. Non so voi ma io sono anni che ascoltando le canzoni dei Queen mi immedesimo in Roger Taylor e mentre la musica scorre mi ritrovo per davvero a calcare il palco assieme agli altri membri del gruppo. Sono sicuro che sparsi nel mondo ci sono milioni di fans che fanno la stessa cosa e probabilmente il più gettonano di tutti e Freddie col suo giubbotto giallo. Se poi qualcuno predilige le tutine anni '70 beh, di certo io non mi scandalizzo!


L'immedesimazione dicevamo. È un meccanismo bizzarro perché ti si insinua dentro e ti fa provare il desiderio di essere qualcun altro, di incarnare uno spirito a te affine eppure così diverso da ciò che sei. Provare ad essere il tuo artista preferito è inebriante, per certi versi anche seducente. Nulla di strano, quindi, se fans capaci di suonare e cantare decidano di fare quel passo successivo che a molti di noi è preclusa. Fare musica per davvero deve essere un'esperienza sublime, una delle forme creative più alte che cui l'uomo si affida fin dalla notte dei tempi per raccontare se stesso e il mondo che ha dentro.

Le cover esistono da sempre e tanti grandi artisti, Queen compresi, si sono sempre cimentati in pezzi altrui. Del resto è molto più semplice eseguire qualcosa di già fatto piuttosto che partire da zero. Il fenomeno delle cover e tribute band – due realtà sostanzialmente differenti – nasce in Inghilterra e solo in tempi più recenti anche qui in Italia. Esistono gruppi che vanno in giro per il paese a proporre canzoni di artisti famosi suonate però con il loro stile (è il caso delle cover band) e ne esiste un altro genere che, al contrario, non si limita a suonare ma mette in scena un vero e proprio spettacolo in tutto e per tutto simile all'originale.

Accade così che alle feste di paese o magari nel vostro pub preferito possiate imbattervi un sabato sera in strani personaggi, agghindati con baffi, corone posticce e Red Special acquistate per corrispondenza. Qualità della messa in scena dipende, ovviamente, dai fondi a disposizione e dalle qualità tecniche dei componenti del gruppo. Ma in tutte troverete grande entusiasmo e la convinzione di fare qualcosa di grande e importante, non solo per sé stessi e il pubblico ma anche per i propri beniamini ai quali, in questo modo, si intende dire “grazie”.

Tuttavia c'è qualcosa che a mio avviso stona e mal si concilia con il rispetto che ogni fans dovrebbe tributare ai Queen. L'idea di farsi cucire abiti simili a quelli usati da Freddie nel Magic Tour (è sempre il 1986 l'anno di riferimento per eccellenza aimé), imparare le sue mosse o magari indossare una parrucca riccioluta per sembrare Brian May è qualcosa che mi fa letteralmente accapponare la pelle, con l'aggiunta di una buona dose di indignazione.

Perché un giudizio così estremo? Le ragioni sono molte e forse non sarò in grado di descriverle compiutamente. C'è anzitutto una sorta di gelosia nei confronti dei Queen che mi fa dire che nessuno può permettersi di imitarli. Non ho alcun bisogno di vedere qualcuno che impersona la band. Io voglio gli originali. Non mi serve passare una serata ad ascoltare una Red Special che, però, non suona come tale. Vi pare possibile che qualcuno riesca a tirare fuori da quello strumento una sola nota che si avvicini a quelle di cui è capace Brian May? Siete davvero convinti che si possa replicare fedelmente la sezione ritmica messa in piedi da Roger e John? Suvvia, svestiamoci una buona volta di simili illusioni e accettiamo i limiti, specie quando sono così evidenti.

Naturalmente gli aspetti più dolenti riguardano le decine di migliaia di Freddie posticci che assediano con impudenza i piccoli e grandi palchi delle nostre serate. A partire dal Tribute e passando per le tante collaborazioni e gli omaggi resi ai Queen, è evidente al di là di ogni dubbio che cantare come sapeva fare Freddie è impossibile. Credo sia ormai accettato da tutti che ciò che riusciva a fare Freddie fuori e dentro il palco non sarà mai raggiungibile. Perché allora indossare i suoi abiti, addirittura i suoi tratti somatici rimediando così solo figuracce?

Ma c'è di più. I Queen non sono dei personaggi da interpretare, anzi da imitare. Si tratta di quattro musicisti il cui stare assieme generava un'alchimia irripetibile, talmente potente da aver convinto milioni di persone in tutto il mondo ad amarli. Un'amore che continua ancora oggi nonostante le vicissitudini della band e che merita rispetto, a cominciare da chi decide di suonarne la musica. Non ho usato il termine “amore” a caso o con leggerezza, ma con la convinzione tipica del fans innamorato dei propri idoli. E allora vi domando: accettereste di vedere aggirarsi per casa un sosia dell'uomo o della donna che amate?

Altro tipo di considerazione meritano, invece, le cover band che hanno come base di partenza l'idea di proporre un repertorio altrui utilizzando però il proprio stile, a partire dagli abiti che indossano! Si possono suonare in modo egregio tante canzoni dei Queen senza dover passare due ore davanti allo specchio in cerca della posizione giusta per un paio di baffi ricavati da qualche vecchio cappello della nonna. E si può addirittura proporre qualche canzone stravolgendola completamente, perché tanto i brani dei Queen funzionano sempre, anche quando vengono suonate poco più che male. In questo senso sposo perfettamente le parole di Roger Taylor e lo spirito col quale ha deciso di mettere in piedi un progetto come i QueenExtravaganza: “In giro ci sono tante tribute band che suonano in modo pessimo. Allora perché formarne una con musicisti all'altezza?”. Ecco, il concetto di cover band sta tutto qui. Grazie Rog!

Nei QueenExtravaganza non c'è alcuna parodia dei Queen, al contrario di ciò che fanno tante tribute band. Riuscite davvero a divertirvi quando andare a questi concerti? Provate quel brivido che solo la buona musica sa dare? Lo so, in questo capitolo i punti interrogativi abbondano, ma in fondo sono in cerca di una risposta per provare a comprendere meglio questo strano mondo dei fans. Io da parte mia resto fedele agli originali. God save the Queen!



@Last_Horizon